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In ricordo della pastasciutta dei fratelli Cervi del 25 luglio 1943, tornano gli appuntamenti piceni a Colli del Tronto, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno

Luglio 8th, 2026

🍝 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA 2° edizione | 26 LUGLIO 2026 🍝

Per il 2° anno torna la Pastasciutta Antifascista ad Ascoli Piceno, organizzata con L’assalto ai forni e l’Ascoli Anpi per ricordare i leggendari fratelli Cervi che il 25 luglio 1943 offrirono un piatto di pasta a tutto il paese di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo e la destituzione di Mussolini.

Come in tantissime piazze italiane, tra cui anche Colli del Tronto il 24 luglio e San Benedetto del Tronto il 25 luglio, anche ad Ascoli vivremo questa ricorrenza all’insegna della condivisione, dello stare insieme e dei valori dell’antifascismo.

Vi aspettiamo ➡ domenica 26 luglio 2026 in Via Assisi 2 (ai Frati) dalle 18:30 in poi con Enzo Laforgia (autore del libro “Quando il fascismo dettava la dieta”), gli PSICOTROPICALIA e VITELLI.

Menù adultə 10€ / menù bambinə 5€ ➡ antipasto, pastasciutta, dolce e vino. Anche quest’anno vogliamo una tavola aperta, dove nessunə rimanga indietro: se vorrai potrai acquistare anche un “posto sospeso”, perché chi più ha, più può contribuire per chi non può, nel totale rispetto della privacy.

Potete prenotare e versare la quota:
➡ Scrivendoci in DM o via email a collettivocaciara@gmail.com
➡ Contattando il numero 331 9293260 (preferibilmente su whatsapp)
➡ Passando al Circolo ARCI Caciara, da mercoledì a domenica dalle 18:30 in poi.

Vuoi fare un banchetto? Vuoi aiutarci durante la giornata?
Contattaci in DM o all’indirizzo collettivocaciara@gmail.com

L’opera in locandina è del maestro Giacomo Taddeo Traini: ti vogliamo bene ♥

📍 Domenica 26 luglio – Via Assisi 2 (ai Frati), Ascoli Piceno
⏰ Dalle 18:30 in poi

Ma, prima dell’appuntamento ascolano, la pastasciutta antifascista si svolgerà a San Benedetto del Tronto, venerdì 24, e a Colli del Tronto, sabato 25 (guarda le rispettive locandine allegate).

Carità nelle montagne, l’aiuto delle popolazioni picene agli ex prigionieri alleati scappati dai campi di detenzione

Giugno 29th, 2026


Solidarietà assistenza e umanità da parte dei contadini di Falciano verso ex prigionieri americani durante la Seconda Guerra Mondiale, sono il tema della giornata del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga. Le vicende narrate dagli ex prigionieri e dai nostri antenati oltre ad eccezionali documenti scovati negli archivi italiani e americani sono racchiusi nel prezioso volume “APPENNINO PERDUTO” di Domenica Gaspari di cui abbiamo avuto l’onore di ospitare la presentazione. Si sono susseguiti gli interventi di Roberto Gualandri presidente di Borghi e Sentieri della Laga odv, Giuseppe Gagliardi presidente dell’associazione Le Ville sul Tufo, Rita Forlini presidente provinciale di Ascoli Anpi e Giuseppe Parlamenti della sez. di Acquasanta Terme. Giuseppe Millozzi de “La Casa della Memoria” di Servigliano e Claudia McLaughlin-Wood figlia di in ex POW. I ragazzi del Ascoli Reenactors Team hanno illustrato la loro attività. È stata proiettata una fotografia originale del 1943 che mostra i rifugiati nei boschi mentre consumano il pasto portato paesani di Falciano. Quindi la presentazione di “APPENNINO PERDUTO”. È stato esposto un importate cimelio della resistenza, la radio inglese usata dai partigiani per comunicare con il comando Alleato. A conclusione le emozionanti testimonianze di Quintilia staffetta partigiana all’età di 13 anni e di Kim Argraves Huey nipote di uno dei soldati ospitati a Falciano.

Palestina Mon Amour 2

Giugno 29th, 2026

Ecco finalmente il nostro nuovo programma estivo con
PALESTINA MON AMOUR 2
ingresso libero
(una prima parte si svolgerà come l’anno scorso ad Offida, una seconda parte a Cossignano, per questa seconda parte vi forniremo informazioni al più presto!)

💪

Ci sono battaglie culturali che non si possono interrompere. Dopo la prima edizione di Palestina mon amour, che ha segnato profondamente la ventunesima rassegna di Offida CinemAperto trasformandola in un atto collettivo di consapevolezza e resistenza, l’associazione Blow Up e l’Amministrazione comunale di Offida hanno scelto — con convinzione e senza esitazione — di continuare, di insistere, di aiutare il popolo palestinese nela sua resistenza. Nasce così Palestina mon amour 2.

🇵🇸

Tenere alta l’attenzione sulla Palestina, oggi, è un gesto doveroso. In un panorama mediatico sempre più distratto e condizionato, scegliere ancora una volta di dedicare una rassegna cinematografica estiva a questo tema significa affermare che ciò che accade a Gaza e in Cisgiordania è una questione che riguarda la coscienza di ogni persona che si riconosce nei valori fondamentali di giustizia e umanità . Lo facciamo con il cinema, perché questa è la nostra storia da 22 anni, perché le immagini arrivano dove le parole faticano, e perché uno schermo all’aperto — nella cornice straordinaria di Santa Maria della Rocca — ha la forza di creare comunità intorno a ciò che conta.

📽️

Il programma di quest’anno affronta la questione palestinese con sguardi nuovi e diversi: da una produzione franco-tunisina che racconta la storia de La voce di Hind Rajab , la bambina diventata simbolo della violenza sui civili, a una serata dedicata a LE DONNE NEL CINEMA PALESTINESE con i cortometraggi del Nazra Palestine Film Festival , finestra preziosa sulla creatività e sulla resistenza culturale palestinese. Si aggiunge poi un film fiabesco — Giraffada — che con grande delicatezza ci narra una parabola di sofferenza che ogni giorno il popolo palestinese è costretto ad affrontare, e The Encampments , documentario americano del 2025 che segue il movimento di protesta studentesco nelle università statunitensi: una testimonianza di come la solidarietà con la Palestina sia diventata una questione globale, capace di attraversare generazioni e confini e risvegliare coscienze.

☮️

Anche quest’anno la rassegna vive e cresce grazie a una rete di soggetti che condividono impegno, valori e responsabilità: l’associazione Blow Up, l’Amministrazione comunale di Offida con l’assessora Marica Cataldi e il consiglier Stefano D’Angelo , il gruppo Piceno per la Palestina , la sezione ANPI di Offida e la rivista Ithaca Editoriale di Ascoli Piceno, ma anche la casa di produzione e distribuzione Revolver e il Nazra Palestine Film Festival , sempre pronti a darci una mano e a partecipare attivamente.

🎤

Tutti di grande valore e prestigio gli ospiti e le ospiti di questa edizione: dal vescovo Gianpaolo Palmieri alla regista Samira Badran , per arrivare a Jasmine e Tulin Hamadneh e a Yasmin Dabash attiviste per la Palestina: tutt’insieme per testimoniare e diffondere la necessità di cambiare rotta per difendere diritti umani e autodeterminazione dei popoli!

A Favalanciata, nel ricordo delle vittime della barbarie nazifascista

Giugno 15th, 2026

Questa mattina, a Favalanciata, una delegazione dell’ANPI di Acquasanta Terme e del Comitato provinciale ANPI di Ascoli Piceno, insieme ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Arquata del Tronto e Acquasanta, hanno reso omaggio al cippo che ricorda il sacrificio di Giuseppe Donghi e Fedele Di Cola, trucidati dai tedeschi in ritirata il 15 giugno 1944.
Il 15 giugno 1944 Giuseppe Donghi era intento al suo lavoro di guardia canale mentre altri civili erano occupati a recuperare della merce rovesciatasi da un furgoncino sulla via Salaria. Passò un sidecar con due tedeschi e, forse pensando si trattasse di partigiani – ma in effetti non lo erano – fermò con le armi spianate quattro di quelle persone tra cui il Donghi e il Di Cola. Dopo aver percorso sulla Salaria diverse centinaia di metri, senza motivo, scaricarono su di loro raffiche di mitra. Due degli sfortunati si salvarono buttandosi a capofitto verso il fiume, Donghi – che era alto e grosso – fu colpito al petto e morì immediatamente. Di Cola invece ferito gravemente, forse alle gambe e all’addome fu sentito gridare di dolore per diverso tempo. Ma nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi, finché non morì anche lui. Questa era la logica dei nazisti in ritirata scomposta verso la Germania: uccidere anche senza alcun motivo. Ricordiamo queste vittime innocenti che si trovarono faccia a faccia con la ferocia delle truppe tedesche in fuga, alleate dei fascisti repubblichini, loro complici di tutte le peggiori stragi perpetrate fino al 25 aprile 1945.

I martiri di Offida del ‘44

Giugno 14th, 2026

Questa mattina, ad Offida, delegazioni dell’Anpi provinciale e della sezione locale, hanno reso omaggio ai partigiani della famiglia Gabrielli, fucilati dai tedeschi il 14 giugno 1944.

Alla cerimonia è intervenuto il sindaco di Offida, Luigi Massa, che ha ricordato, in un breve saluto, il valore della memoria storica e il ruolo attivo delle istituzioni per la salvaguardia di tale patrimonio.

Rita Forlini, presidente provinciale Anpi, ha rievocato i tragici avvenimenti del ‘44 e rinnovato l’impegno che l’associazione porta avanti, specialmente in ambito scolastico, per la conoscenza delle radici antifasciste della nostra democrazia.

Cesare e Antonio Gabrielli, figli di Nazzareno e Maria Marchetti e Luciano Gabrielli, figlio di Cesare erano sfollati dalla contrada Ragnola alla contrada Lava, dove un loro parente aveva messo a disposizione una modesta casa colonica. Nella zona era situato, presso l’abitazione di Offida dell’ing. Stipa, un ricovero per i soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia all’indomani dell’8 settembre. La casa faceva parte dei vari ricoveri sparsi lungo la regione per assistere i fuggitivi e consentire loro di passare le linee nemiche e raggiungere il Sud liberato. Era la famosa “Rat-line”, comandata dal maggiore scozzese Mc Kee. 

Il 14 giugno 1944, durante la ritirata, truppe tedesche provenienti da Castel di Lama si fermarono a Offida, cercando rifugio nelle case di campagna, pretendendo vitto, alloggio e generi alimentari da portare con sé. Alcuni soldati entrarono anche nella casa dove si trovavano i Gabrielli, proprio mentre Luciano stava cercando di nascondere due bombe a mano che avrebbe dovuto consegnare ai partigiani. A quel punto, tra le grida e le preghiere delle donne, i tre Gabrielli furono prelevati e, insieme ad altri due contadini, fatti incamminare verso Castel di Lama, sotto la sorveglianza di tre SS a cavallo e con le armi spianate. Fermatisi presso una casa colonica per ristorarsi, mentre i tedeschi si rifocillavano, i due contadini riuscirono a fuggire. Presso quella stessa casa i tre giovani Gabrielli, alle prime luci della sera, furono invece uccisi con raffiche di mitra.