Ecco finalmente il nostro nuovo programma estivo con PALESTINA MON AMOUR 2 ingresso libero (una prima parte si svolgerà come l’anno scorso ad Offida, una seconda parte a Cossignano, per questa seconda parte vi forniremo informazioni al più presto!)
Ci sono battaglie culturali che non si possono interrompere. Dopo la prima edizione di Palestina mon amour, che ha segnato profondamente la ventunesima rassegna di Offida CinemAperto trasformandola in un atto collettivo di consapevolezza e resistenza, l’associazione Blow Up e l’Amministrazione comunale di Offida hanno scelto — con convinzione e senza esitazione — di continuare, di insistere, di aiutare il popolo palestinese nela sua resistenza. Nasce così Palestina mon amour 2.
Tenere alta l’attenzione sulla Palestina, oggi, è un gesto doveroso. In un panorama mediatico sempre più distratto e condizionato, scegliere ancora una volta di dedicare una rassegna cinematografica estiva a questo tema significa affermare che ciò che accade a Gaza e in Cisgiordania è una questione che riguarda la coscienza di ogni persona che si riconosce nei valori fondamentali di giustizia e umanità . Lo facciamo con il cinema, perché questa è la nostra storia da 22 anni, perché le immagini arrivano dove le parole faticano, e perché uno schermo all’aperto — nella cornice straordinaria di Santa Maria della Rocca — ha la forza di creare comunità intorno a ciò che conta.
Il programma di quest’anno affronta la questione palestinese con sguardi nuovi e diversi: da una produzione franco-tunisina che racconta la storia de La voce di Hind Rajab , la bambina diventata simbolo della violenza sui civili, a una serata dedicata a LE DONNE NEL CINEMA PALESTINESE con i cortometraggi del Nazra Palestine Film Festival , finestra preziosa sulla creatività e sulla resistenza culturale palestinese. Si aggiunge poi un film fiabesco — Giraffada — che con grande delicatezza ci narra una parabola di sofferenza che ogni giorno il popolo palestinese è costretto ad affrontare, e The Encampments , documentario americano del 2025 che segue il movimento di protesta studentesco nelle università statunitensi: una testimonianza di come la solidarietà con la Palestina sia diventata una questione globale, capace di attraversare generazioni e confini e risvegliare coscienze.
Anche quest’anno la rassegna vive e cresce grazie a una rete di soggetti che condividono impegno, valori e responsabilità: l’associazione Blow Up, l’Amministrazione comunale di Offida con l’assessora Marica Cataldi e il consiglier Stefano D’Angelo , il gruppo Piceno per la Palestina , la sezione ANPI di Offida e la rivista Ithaca Editoriale di Ascoli Piceno, ma anche la casa di produzione e distribuzione Revolver e il Nazra Palestine Film Festival , sempre pronti a darci una mano e a partecipare attivamente.
Tutti di grande valore e prestigio gli ospiti e le ospiti di questa edizione: dal vescovo Gianpaolo Palmieri alla regista Samira Badran , per arrivare a Jasmine e Tulin Hamadneh e a Yasmin Dabash attiviste per la Palestina: tutt’insieme per testimoniare e diffondere la necessità di cambiare rotta per difendere diritti umani e autodeterminazione dei popoli!
Questa mattina, a Favalanciata, una delegazione dell’ANPI di Acquasanta Terme e del Comitato provinciale ANPI di Ascoli Piceno, insieme ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Arquata del Tronto e Acquasanta, hanno reso omaggio al cippo che ricorda il sacrificio di Giuseppe Donghi e Fedele Di Cola, trucidati dai tedeschi in ritirata il 15 giugno 1944. Il 15 giugno 1944 Giuseppe Donghi era intento al suo lavoro di guardia canale mentre altri civili erano occupati a recuperare della merce rovesciatasi da un furgoncino sulla via Salaria. Passò un sidecar con due tedeschi e, forse pensando si trattasse di partigiani – ma in effetti non lo erano – fermò con le armi spianate quattro di quelle persone tra cui il Donghi e il Di Cola. Dopo aver percorso sulla Salaria diverse centinaia di metri, senza motivo, scaricarono su di loro raffiche di mitra. Due degli sfortunati si salvarono buttandosi a capofitto verso il fiume, Donghi – che era alto e grosso – fu colpito al petto e morì immediatamente. Di Cola invece ferito gravemente, forse alle gambe e all’addome fu sentito gridare di dolore per diverso tempo. Ma nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi, finché non morì anche lui. Questa era la logica dei nazisti in ritirata scomposta verso la Germania: uccidere anche senza alcun motivo. Ricordiamo queste vittime innocenti che si trovarono faccia a faccia con la ferocia delle truppe tedesche in fuga, alleate dei fascisti repubblichini, loro complici di tutte le peggiori stragi perpetrate fino al 25 aprile 1945.
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Questa mattina, ad Offida, delegazioni dell’Anpi provinciale e della sezione locale, hanno reso omaggio ai partigiani della famiglia Gabrielli, fucilati dai tedeschi il 14 giugno 1944.
Alla cerimonia è intervenuto il sindaco di Offida, Luigi Massa, che ha ricordato, in un breve saluto, il valore della memoria storica e il ruolo attivo delle istituzioni per la salvaguardia di tale patrimonio.
Rita Forlini, presidente provinciale Anpi, ha rievocato i tragici avvenimenti del ‘44 e rinnovato l’impegno che l’associazione porta avanti, specialmente in ambito scolastico, per la conoscenza delle radici antifasciste della nostra democrazia.
Cesare e Antonio Gabrielli, figli di Nazzareno e Maria Marchetti e Luciano Gabrielli, figlio di Cesare erano sfollati dalla contrada Ragnola alla contrada Lava, dove un loro parente aveva messo a disposizione una modesta casa colonica. Nella zona era situato, presso l’abitazione di Offida dell’ing. Stipa, un ricovero per i soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia all’indomani dell’8 settembre. La casa faceva parte dei vari ricoveri sparsi lungo la regione per assistere i fuggitivi e consentire loro di passare le linee nemiche e raggiungere il Sud liberato. Era la famosa “Rat-line”, comandata dal maggiore scozzese Mc Kee.
Il 14 giugno 1944, durante la ritirata, truppe tedesche provenienti da Castel di Lama si fermarono a Offida, cercando rifugio nelle case di campagna, pretendendo vitto, alloggio e generi alimentari da portare con sé. Alcuni soldati entrarono anche nella casa dove si trovavano i Gabrielli, proprio mentre Luciano stava cercando di nascondere due bombe a mano che avrebbe dovuto consegnare ai partigiani. A quel punto, tra le grida e le preghiere delle donne, i tre Gabrielli furono prelevati e, insieme ad altri due contadini, fatti incamminare verso Castel di Lama, sotto la sorveglianza di tre SS a cavallo e con le armi spianate. Fermatisi presso una casa colonica per ristorarsi, mentre i tedeschi si rifocillavano, i due contadini riuscirono a fuggire. Presso quella stessa casa i tre giovani Gabrielli, alle prime luci della sera, furono invece uccisi con raffiche di mitra.
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Signora Assessore rappresentante l’amministrazione comunale di Ascoli Piceno e signor Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Onorevoli rappresentanti del Governo e del Parlamento, Sindaci del territorio, Autorità civili e militari, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e delle Associazioni d’ARMA, Gonfaloni, Labari, Bandiere dell’ANPI, Città di Ascoli Piceno Medaglia D’Oro al Valore Militare per Attività Partigiane e Provincia di Ascoli Medaglia D’Oro al Valore Militare, rivolgo a nome dell’ANPI nazionale un caro saluto a tutti voi, alla cittadinanza presente, ai giovani e alle giovani.
Un saluto particolare e affettuoso ai familiari dei Partigiani, dei Militari, dei Civili Caduti, delle Antifasciste e degli Antifascisti tutti!
Nella memoria dei loro cari, con tenacia e umanità, hanno dato e continuano a dare un contributo fondamentale alla difesa dei valori democratici di libertà e di giustizia, che hanno ispirato la Resistenza, la Lotta di Liberazione e i principi su cui si basa la nostra Costituzione.
L’altro giorno il Presidente Mattarella nell’incontro con le Associazioni Combattentistiche, ha ribadito che proprio “da quello slancio di coscienze, spesso maturato attraverso scelte personali difficili e dolorose, nacque quella straordinaria stagione di impegno civile che rese la guerra di Liberazione decisiva per il destino dell’Italia.”
Uno slancio che ha fatto di Colle San Marco – come di Bosco Martese, di Porta San Paolo – luoghisimbolo della Resistenza italiana.
Luoghi simbolo del desiderio dell’Italia che voleva farla finita con il ventennio di dittatura fascista, con le sue guerre e con la guerra.
Per me, figlia di un allora giovane Comandante partigiano, quello slancio è motivo di responsabilità e di impegno.
Raccogliere il testimone di una memoria che pulsa di giustizia, di solidarietà, di democrazia, di pace, è stato e continua ad essere un dovere, un atto di responsabilità ma soprattutto un atto di amore verso i tanti sacrifici e le tante battaglie che 81 anni fa, con le parole dell’allora partigiano Sandro Pertini, dal microfono di Radio Milano Libera, portarono alla liberazione dell’Italia e alla nascita della Repubblica.
Quelle parole, scandite il 25 aprile 1945 con la determinazione di chi aveva conosciuto le angherie del fascismo, le sofferenze, le umiliazioni dell’esilio e del carcere, sono per noi – anche oggi – ragione di orgoglio:“… ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.
Parole che sancivano, insieme alla sconfitta del nazifascismo, la ritrovata dignità e la rinascita democratica del nostro Paese.
La Resistenza è stata tante cose:
• è stata la presa di coraggio di un popolo che aveva subito un ventennio di oppressione, di paure dimiserie e di guerre.
Una dittatura che – come ebbe a dire Primo Levi – aveva rappresentato “la consacrazione del privilegio e delle disuguaglianze”;
• la Resistenza è stata la riscossa dell’antifascismo che, nonostante le violenze, i tribunali speciali, il confino, gli assassini commessi – che iniziarono ben prima del 1922 – e quelli con la complicità al nazismo – fra cui i 37 Martiri di Colle San Marco, i 278 della vostra Provincia – aveva mantenuto vivi gli ideali di libertà, di giustizia e di uguaglianza che avevano ispirato il partito socialista, il partito popolare, il partito comunista prima del suo avvento;
• ma la Resistenza è stata anche tanta umanità, tanta solidarietà e il coraggio di tante persone – uomini e donne, giovani e anziani, militari e civili, intellettuali e analfabeti che si ribellarono alle ingiustizie e alla guerra;
• una scuola capace di porre le basi di una Costituzione che ha aperto la strada alla riconquista di diritti e di nuovi diritti per tutti e per tutte.
Una scuola che abbiamo il dovere di onorare!
Viviamo un tempo non facile! Le trasformazioni, i cambiamenti, le rivoluzioni non sono più solo quelle industriali e tecnologiche, ma investono fenomeni antropologici, sociali, economici, culturali, geopolitici, storici, con una velocità che consuma tutto il nostro tempo di vita e che facciamo fatica a comprendere” perché sono molto più rapide dei nostri tempi di adattamento.
Una velocità che assorbe e consuma anche la storia e i suoi avvenimenti: una storia che, così, è maggiormente esposta a manomissioni e manipolazioni con parificazioni improbabili per responsabilità incapo esclusivamente al fascismo e alla monarchia.
Parificazioni che disconoscono il valore e il significato unitario della Guerra di Liberazione che ha rappresentato e continua a rappresentare un patrimonio da custodire, da vivere, da trasmettere soprattutto alle giovani generazioni nei valori e nei principi di una Costituzione Antifascista.
Viviamo un tempo non facile in un contesto gravemente, brutalmente, aggravato da un’inquietante instabilità internazionale, da conflitti e di guerre, ancora una volta segnate da una ferocia disumana, da vergognose stragi, da ennesimi genocidi e pulizie etniche, da disastri che deridono e calpestano civiltà millenarie.
La guerra è tornata prepotentemente nella nostra quotidianità, ma – peggio – sta devastando l’esistenza di milioni di esseri umani.
Bisogna riprendere le strade del dialogo, della diplomazia, del rispetto del diritto internazionale e valgono le parole di Papa Francesco: “Per fare la pace ci vuole coraggio. Molto più coraggio di quello che serve per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire si all’incontro e no allo scontro; si al dialogo e no alla violenza; si al negoziato e no alle ostilità; si al rispetto dei patti e no alle provocazioni; si alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio e grande forza d’animo.”
Bisogna ridare senso alla parola “umanità”, una parola calpestata anche da chi invoca libertà di navigazione per le merci ma vorrebbe fermare quella delle persone!
La guerra è un crimine contro l’umanità! Va combattuta e fermata insieme alla “globalizzazione dell’indifferenza” denunciata da Papa Leone anche nel messaggio pasquale “Urbi et Orbi” perché nell’indifferenza muore l’umanità!
Ogni occasione di Memoria è particolarmente importante, ma questo 81° Anniversario della Liberazione riveste una particolare importanza perché è anche l’anno in cui ricorre l’80° Anniversario del referendum con cui il popolo italiano scelse la Repubblica e l’Assemblea Costituente; una scelta elettorale che per la prima voltavide protagoniste nel voto anche le donne.
Un protagonismo che era rinato con la loro partecipazione attiva nella Resistenza: come Staffette, come Partigiane combattenti, nella Resistenza civile. Un protagonismo che ha segnato le trasformazioni più profonde della vita, della rinascita e dello sviluppo di questo Paese.
In quel referendum e per l’Assemblea costituente votò 89.8% dell’elettorato e la partecipazione è sempre un indicatore fondamentale dello stato di salute della democrazia.
Un patrimonio che abbiamo ereditato dalla Resistenza e un patrimonio che continueremo a salvaguardare come continueremo a salvaguardare i diritti e le libertà sancite dalla nostra Costituzione.
Viva la Resistenza W il 25 Aprile W la Costituzione.
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L’ANPI di Ascoli Piceno ha avuto il piacere di ospitare, per le celebrazioni della festa della Liberazione dal nazifascismo, la compagna Tamara Ferretti, della segreteria nazionale, la quale in mattinata è intervenuta alla cerimonia ufficiale a Colle San Marco (pubblicheremo a breve il suo intervento) insieme alle autorità civili, militari e religiose. Successivamente, insieme ad una delegazione dell’Anpi provinciale, la Ferretti si è recata a rendere omaggio ai partigiani caduti nel cimitero internazionale di Pozza. Infine, in serata, la rappresentante dell’Anpi ha partecipato, presso il teatro Filarmonici di Ascoli, alla prima proiezione del film di Marco Fausti “L’eco del silenzio”, sugli ultimi giorni di vita del partigiano Fausto Simonetti. Presente in sala la figlia Simonetta Simonetti.
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