Archivio per Luglio 2024

Alla Caciara “3 ottobre 1943” per ricordare la lotta ai nazifascisti

8 Luglio 2024

In ricordo di Narciso Galiè, Serafino Cellini, Alessandro Panichi, tre giovani partigiani che, senza alcuna speranza di salvarsi, il 3 ottobre 1943, affrontarono l’esercito nazista per rallentare la loro avanzata, in modo da proteggere dall’accerchiamento gli altri giovani che si trovavano nei pressi della caciara.

Per conservare viva la loro memoria, nel luogo di quell’avvenimento, oggi, come ogni anno, l’ANPI di Ascoli Piceno ha organizzato una festa partigiana, la IX Festa della Caciara, con tantissima gente stupenda, cibo ottimo e tanta bella musica!
Un’occasione allegra di incontri, di confronti e discussioni stimolanti, per rinforzare una dimensione più allargata delle nostre ANPI con un rinnovato entusiasmo e tanta voglia di dare avvio a tanti progetti insieme!
All’evento ha partecipato una delegazione della Sezione ANPI di Montorio al Vomano e alcune compagne di Teramo, con le quali si sono gettate le basi per celebrare insieme le prossime ricorrenze, rinsaldando quel comune sentire e agire Partigiano che aveva unito le bande abruzzesi e picene nella Resistenza ai nazifascisti. Un incontro che rappresenta dunque solo un arrivederci, a domenica 6 luglio 2025, per la X Festa della Caciara.

Domenica 7 luglio, IX Festa della Caciara “3 Ottobre 1943”

4 Luglio 2024

Anche quest’anno, per ricordare il sacrificio dei Partigiani caduti alle Vene Rosse, e con un pensiero al nostro caro William Scalabroni, l’appuntamento è per domenica 7 luglio, dall’alba al tramonto, al colle di Giammatura, sotto monte San Giacomo, presso la Caciara “3 ottobre 1943”.

Il 3 ottobre 1943 un gruppo di giovani partigiani di Ascoli Piceno si trovava ai piedi del monte San Giacomo, in località Giammatura. Sul monte era calato uno spesso nebbione che rendeva quasi nulla la visibilità. Arrivò nei pressi della Caciara un gruppo di soldati inglesi, 10 o 12, fuggiti dal Campo di Internamento di Comunanza, che avvertirono i giovani ascolani di essere inseguiti da una nutrita pattuglia dell’esercito tedesco; chiesero venisse loro indicata la direzione verso sud per sfuggire all’accerchiamento e in quella direzione si avviarono prontamente appena fu loro indicata, invitando i giovani ad allontanarsi immediatamente per evitare di essere sopraffatti, cosa che i giovani, tra cui William Scalabroni, fortunatamente fecero. Il nebbione consentì loro di sfuggire all’accerchiamento dei nazisti che stavano giungendo sia da sud dal crinale della montagna sia da nord probabilmente da Folignano. Quest’ultimo gruppo incontrò la resistenza di tre giovani partigiani appostati su un piccolo rilievo della località “vene rosse”: i giovani, per bloccare l’avanzata dei nazisti, non esitarono a sacrificare le loro vite di fronte alla preponderante potenza di fuoco delle truppe tedesche, veterani addestrati alla lotta antipartigiana. Il loro sacrificio salvò dall’accerchiamento gli altri giovani che si trovavano nei pressi della caciara e consentì loro di allontanarsi prima che fosse troppo tardi. Tre croci di ferro ricordano il sacrificio dei tre giovani eroi: NARCISO GALIE’, SERAFINO CELLINI e ALESSANRO PANICHI.

A Pietralta di Valle Castellana con la Sezione ANPI di Montorio al Vomano

1 Luglio 2024

All’indomani della battaglia di Bosco Martese, avvenuta il 25 settembre 1943, i partigiani della provincia di Teramo si disgregarono senza chiari accordi o disposizioni. La località di Pietralta di Valle Castellana, poco distante dal Bosco dove avvenne il celebre combattimento, già dall’autunno 1943 si trovava sotto il controllo dei partigiani di Ettore Bianco, ex capitano dei Carabinieri, attivamente ricercato dai tedeschi in seguito ai fatti di settembre. Dopo il rigido inverno nella primavera del 1944, le formazioni partigiane della provincia di Teramo si riorganizzarono. Nacquero le bande: ‘Mirko’, ‘Ammazzalorso’, ‘Rodomonte’, ‘Lorenzini’ e il nucleo ‘Cavatassi’. La formazione ‘Lorenzini’ era attiva a Valle Castellana fino alla provincia di Ascoli Piceno. Il 15 aprile 1944 giunse a Pietralta la formazione ‘Mirko’ con l’obiettivo di trovare le armi necessarie per combattere i nazifascisti e formare una banda partigiana internazionale. Un giovane fascista locale, ingannando il comandante montenegrino Mirko Jovanovic e le sue sentinelle, portò in paese diversi soldati tedeschi di stanza ad Acquasanta Terme (Ascoli Piceno). Il 17/04/1944 persero la vita 8 partigiani slavi e 2 montoriesi, appena ventenni, Donato Di Giammarco e Giuseppe Valentini. Nei giorni a seguire il Comando militare della Resistenza, venendo a sapere dell’eccidio di Pietralta, decise di ripulire la montagna dalle spie fasciste. Nel frattempo, le truppe tedesche rastrellavano la zona e cercavano di impedire le numerose azioni di sabotaggio compiute dai partigiani. Il giorno 27 aprile 1944 avvenne un’azione di rastrellamento. Il diciannovenne Amici Mariano, residente a Valle Castellana, ritenuto partigiano, fu ucciso dai soldati tedeschi, nella pubblica piazza di Pietralta. La fucilazione doveva servire da monito per la popolazione, affinché non venisse fornito alcun aiuto ai ribelli”. (da www.straginazifasciste.it).

Quest’anno la cerimonia di commemorazione dei Caduti, ad ottant’anni da quei tragici giorni del 1944, si è svolta di fronte ad una folta partecipazione popolare. La sezione ANPI di Montorio al Vomano, con la Presidente Gabriella Partenza, ha ricordato le vicende che portarono alla fucilazione degli otto Partigiani slavi e dei tre Partigiani italiani. Alla celebrazione ha preso parte una delegazione dell’ANPI provinciale di Ascoli Piceno. Intento comune quello di rinsaldare il legame che accomuna i territori del Piceno e del Teramano nella lotta antifascista dai primi scontri contro i nazifascisti del settembre 1943.