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25 Aprile, la risposta di Pietro Perini alla provocazione fascista del responsabile provinciale della Lega

26 aprile 2020

Questa la risposta del Presidente provinciale dell’ANPI, Pietro Perini, all’infelice post del segretario provinciale della Lega, Andrea Maria Antonini, ripreso anche da Repubblica, nella rubrica quotidiana “Pietre” , pubblicata oggi, del giornalista Paolo Berizzi.

Consiglio del figlio di un Partigiano: buongiorno Signor Antonini, oggi è il 26 Aprile. Ha fatto il bucato? Lo ha fatto riposare? Oggi lo può stendere di nuovo!! Comunque non Le scrivo per sapere se i colori hanno tenuto o se l’ammorbidente ha fatto il suo dovere. Scrivo per dirLe che, per l’ennesima volta, ha perso un’occasione. Ha perso l’occasione di tacere! Infatti Le sarebbe bastato aprire un momentino la Sua finestra ed affacciarsi, per rendersi conto della desolazione nella quale sta vivendo il mondo intero! Per rendersi conto di quanto stia soffrendo tutta l’umanità, falcidiata da migliaia di morti e lutti. Questo era il momento di lanciare un messaggio di speranza, di condivisione, di fratellanza, di unità e di solidarietà!! Invece ha preferito dare il Suo contributo personale per continuare a dividere un popolo che sta lottando con tutte le sue forze per tirarsi fuori da una situazione che, ogni giorno che passa, diventa sempre più insostenibile, un popolo che ha bisogno di essere sostenuto, di essere aiutato ed esortato a combattere come un sol uomo. Il Paese non si aiuta chiedendo di ritirare da finestre e balconi il nostro Tricolore! Mi spiace tanto per Lei, Signor Antonini, ancora una volta ha perso un’opportunità, poteva mandare ben altro messaggio, in occasione di questo nostro 25 Aprile.
Buona fortuna!

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25 Aprile, il discorso di Pietro Perini

25 aprile 2020

Quest’anno, per la prima volta, non c’è stata la partecipazione di cittadine e cittadini alle celebrazioni del 25 Aprile, ma solo la deposizione di una corona al Sacrario di Colle San Marco, alla presenza del Prefetto, del Sindaco di Ascoli Piceno, bardato con una mascherina nera (della serie: senza un drappo nero non esco di casa), di Stefano Novelli, in rappresentanza della Provincia, di Anna Casini, vice presidente della Regione Marche e del Presidente provinciale Dell’Anpi, Pietro Perini.

Pensiamo di farvi cosa gradita, pubblicando il discorso che Pietro avrebbe rivolto a tutti i partecipanti.

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Buongiorno, a tutte e a tutti porgo i miei personali saluti e quelli dell’ANPI Provinciale di Ascoli Piceno ed un augurio particolare di buon onomastico a tutti i Marco. Vorrei ringraziare di cuore anche gli operai dell’Amministrazione Provinciale che anche quest’anno, nonostante il periodo che stiamo affrontando, si sono prodigati per rendere pulito ed accogliente il nostro Sacrario Partigiano.
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Buon 25 Aprile.
Oggi è il 25 Aprile, oggi è il Compleanno di tutto il Popolo Italiano, oggi è il Compleanno della nostra Libertà. Siamo soliti chiamare questo giorno Festa della Liberazione dal nazifascismo ma quest’anno sento il bisogno di chiamarlo Ricordo della Liberazione dal nazifascismo. Non mi va di usare il termine Festa quando intorno a me non vedo altro che desolazione e disperazione. Non può essere una Festa quando contemporaneamente si piangono migliaia di vittime assassinate da questo virus micidiale. Non può esserci Festa quando milioni di persone sono in ansia per il loro futuro economico e lavorativo. Non può esserci Festa quando un figlio non può accompagnare il proprio genitore nei suoi ultimi attimi di vita, quando un nipote ha salutato il proprio nonno con un ciao senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta che lo avrebbe visto o peggio quando un genitore ha dovuto fare la stessa cosa con il proprio figlio. Non possiamo fare Festa quando intorno a noi accade tutto questo. In questi mesi non solo abbiamo perso dei nostri cari. In un solo attimo abbiamo perso migliaia di carezze e di baci di nonni che vivevano solo per i loro nipoti, di genitori che vivevano per i loro figli, di mamme che a qualsiasi età erano pronte a chiamare i loro figli “ il mio bambino”. Se ne è andato un intero patrimonio perché la maggior parte di coloro che non ci sono più sono degli anziani. Con loro se ne va un patrimonio di saggezza, di buoni consigli, di aiuti imagedisinteressati, di insegnamenti, di esempi. Abbiamo perso in un colpo solo migliaia di guide, di persone sempre pronte a dirci quale fosse il modo migliore di vivere le nostre esistenze, consapevoli dei loro sbagli e dei loro errori che non avrebbero mai permesso a noi di commettere di nuovo. E se ne sono andati nel modo più crudele, senza che noi potessimo accompagnarli fino in fondo alla loro strada, senza aver potuto piangere vicini alle loro spoglie, senza un fiore sulle loro bare. No, non me la sento proprio di festeggiare ma, nonostante tutto, proprio perché sarò sempre fedele agli insegnamenti dei miei genitori, in questo giorno sento altresì impellente il bisogno di Ricordare. Ed allora ricordo questo 25 Aprile, il 75° Compleanno della nostra Libertà, il Compleanno degli Italiani.
Tutto iniziò con una scelta! All’indomani dell’8 settembre del 1943, dopo un ventennio di dittatura nazifascista, gli italiani si divisero tra coloro che vollero rimanere al fianco dell’invasore tedesco e la dittatura fascista e chi decise di combattere questi virus maligni per riappropriarsi di una Libertà perduta da tempo. Questa scelta fece la differenza tra carnefici e vittime, questa scelta fece in modo che germogliasse quel seme che avrebbe contribuito, a costo di sangue, tanto sangue, a rendere la nostra Italia un Paese finalmente Libero e Democratico: nasceva così la Resistenza, la Madre della nostra Libertà, della nostra Democrazia e della nostra Costituzione. In quel 1943 accadde una cosa che non si sarebbe mai più ripetuta: il nemico era uno, era grande, potente, sembrava addirittura invincibile, si chiamava nazifascismo, i nostri Partigiani dimenticarono di essere comunisti, democristiani, monarchici, anarchici, repubblicani, qualcuno dimenticò persino di essere stato un fascista, e si ricordarono, tutti insieme di essere semplicemente Italiani, Italiani imageantifascisti. Fu l’UNITA’ la grande forza della Resistenza. Chi combattè il virus del nazifascismo, aveva le idee molto chiare su quello che stava facendo, su quello che lo spingeva a rischiare anche il sacrificio più estremo: era un’inarrestabile, sconfinata sete di Giustizia e Libertà. Due anni più tardi, il 25 Aprile del 1945, l’Italia fu finalmente liberata dal giogo nazifascista.
La Resistenza aveva vinto. Quel virus che aveva infettato il mondo era stato sconfitto e quella vittoria sfociò nella nostra Democrazia, nella nostra Repubblica e nella nostra Costituzione, le basi per costruire una nuova Italia, una nuova Nazione e una nuova Società nella quale far vivere e prosperare le nuove generazioni, un Paese forgiato da giusti per i giusti. Tutto questo è stato presto dimenticato da moltissimi italiani!
Siamo uno strano popolo noi italiani. Il 25 Aprile rappresenta per noi quello che rappresenta il 4 Luglio per gli americani o il 14 Luglio per i francesi ma non ho mai sentito un americano o un francese dire di essere contento di non poter ricordare una di queste ricorrenze al contrario, invece, ho avuto modo di leggere tantissimi commenti di certi personaggi (vedi la russa, mussolini, santanchè, salvini, meloni, sallusti & C.) compiaciuti del fatto che questo virus non permettesse di ricordare il 25 Aprile come si è sempre fatto; gli stessi personaggi che recitano l’Ave Maria in diretta streaming, si raccomandano alla Madonna e sbandierano il Rosario per poi maledire e odiare visceralmente il nostro Papa Francesco. E’ come se si maledisse il giorno che si è nati, come se si maledissero i propri genitori! Quando questo maledetto virus ha iniziato a scombussolare le nostre vite, ci siamo immediatamente preoccupati dei campionati di calcio, di non poter più andare allo stadio o di non poter più seguire la squadra del cuore in tv. Poi, improvvisamente, abbiamo scoperto i nostri eroi, i nuovi eroi. Li abbiamo scoperti, nascosti come erano nelle loro caserme, nei loro ospedali. Medici, infermieri, poliziotti, vigili del fuoco, carabinieri, finanzieri, esercito: improvvisamente ci siamo accorti di quanto fosse prezioso il loro lavoro, di quanto fosse indispensabile. Allora abbiamo trasferito gli applausi che fino a ieri avevamo tributato ai miliardari del calcio a questi nostri nuovi eroi che di miliardi non ne hanno ma che per il lavoro che fanno dovrebbero averne molti di più dei vari Ronaldo & C., senza nemmeno accorgerci che questi eroi, nuovi non lo sono per niente perché lo sono sempre stati, con il loro lavoro che li impegna da sempre, 365 giorni l’anno. In passato usavamo offenderli, deriderli e perfino malmenarli. Ci siamo accorti anche di quanto sia vulnerabile la nostra Libertà, di quanto non sia così scontato che questo bene prezioso sia ormai acquisito per sempre. Il virus ci ha dato un piccolissimo assaggio di perdita della Libertà. Siamo chiusi in casa da due mesi e già ci lamentiamo di non poter uscire , di non poter passeggiare, di non poter guidare l’auto. Oggi ricordiamo la nostra Liberazione dal nazifascismo che ha privato gli italiani della loro Libertà per 20 anni con la differenza che allora fuori di casa c’erano la guerra, la fame, le deportazioni, le fucilazioni, l’esilio, il confino, le torture, i campi di concentramento, c’era la morte! Ma di tutto questo ci siamo già dimenticati e abbiamo fatto in modo che il nazifascismo, travestito da populismo e sovranismo, tornasse a far parlare di sé! In questi giorni si parla di una severa lezione che questo virus ha impartito a tutta l’umanità, di una immane tragedia che non scorderemo mai e che cambierà profondamente le nostre abitudini e il nostro modo di concepire l’esistenza del genere umano; è come se la Terra avesse deciso di ribellarsi ai nostri soprusi, alle nostre avidità. Sarà veramente così? Riusciremo a fare in modo di non precipitare di nuovo tra gli ingranaggi di una vita dai ritmi scanditi esclusivamente dal Dio denaro? Riusciremo a capire finalmente quali sono in realtà le cose che contano veramente nella vita di una persona e a prodigarci perché assumano sempre più le proporzioni di beni primari? Avere rispetto del nostro Pianeta, aiutare il nostro prossimo, investire nella salute, nella scuola, creare posti di lavoro che consentano a tutti di condurre una vita degna di questo nome ,non imagecombattere guerre, riappropriarci di quei valori che abbiamo smarrito: famiglia, rispetto, educazione!! Capiremo finalmente che per raggiungere dei grandi traguardi la nostra arma più potente è rappresentata dalla nostra Unità? La stessa Unità che 75 anni fa ci rese donne e uomini Liberi! Riusciremo finalmente ad impegnarci tutti per lasciare ai nostri giovani, in eredità, un mondo che sostituisca completamente questo schifoso che stiamo preparando loro? Ci basterà veramente questa lezione, questa immane batosta per invertire la rotta? Ho un grande e fortissimo dubbio ed esso è rappresentato ancora una volta dalla nostra Memoria! Spero tanto di sbagliarmi!
Viva la Libertà!

Pietro Perini.

25 Aprile, un altro ignobile oltraggio alla Memoria

24 aprile 2020

Il Comitato provinciale Anpi di Ascoli Piceno esprime la più ferma condanna di fronte all’ennesimo sfregio alla Memoria da parte di esponenti politici collegati all’attuale amministrazione cittadina.
Dopo la cena fascista di Acquasanta, le svastiche nella nostra città e croci celtiche, ora si infanga anche la nostra Bandiera che, secondo questo pseudo Patriota, dovrebbe essere esposta a giorni alterni, evitando di farlo il 25 Aprile. Basta!! Che il nostro sindaco si dissoci immediatamente da quanto commentato dal rappresentante provinciale della Lega!!!
Altrimenti eviti di salire a San Marco domani mattina. Non ammetteremo mai più “i piedi su due staffe” Punto.
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Pubblichiamo la dichiarazione sottoscritta da tutte le organizzazioni democratiche del territorio.

Abbiamo letto un post sul 25 aprile del commissario provinciale Piceno della Lega in cui invita i lettori a ritirare il tricolore dal balcone, per poi esporlo nuovamente il giorno successivo. La volgarità del messaggio è tale che non ci sentiamo di dover rispondere ma dato che il Signore in questione rappresenta una forza politica presente nel Consiglio Comunale Le chiediamo, Signor Sindaco, di prendere pubblicamente le distanze da tali asserzioni, anche per riscattarsi dal triste episodio della “cena di commemorazione della marcia su Roma”, in caso contrario non riteniamo conveniente che Lei partecipi alla commemorazione prevista per domani, visto che questa sarebbe l’ennesima brutta figura di un comune che dovrebbe onorarsi della medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana.
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Il 25 aprile l’Italia si è liberata e da quella data, al contrario di quanto accadeva prima, tutti hanno potuto esprimere liberamente le proprie idee ed il loro credo politico e religioso e nel momento in cui si assumono cariche istituzionali è necessario dimostrare assoluto rispetto verso la Costituzione Italiana e quanti hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazi-fascismo per questo è necessario fare chiarezza una volta per tutte.

ANPI Provincia Ascoli Piceno
PD Ascoli Piceno
A&P
M5S AP
Attivamente
UDC Ascoli Piceno
Giovani Democratici
PSI-Ascoli Piceno
Art 1 – Ascoli Piceno
Territorio è Sviluppo
Italia Viva
Collettivo Caciara

Per celebrare il 25 Aprile

17 aprile 2020

Dalla Segreteria provinciale dell’ANPI di Ascoli Piceno:

Per la prossima ricorrenza del 25 Aprile, il Presidente provinciale dell’ANPI di Ascoli Piceno, Pietro Perini, ha inoltrato al Prefetto, al Presidente della Provincia e al Sindaco di Ascoli Piceno, la lettera qui riportata perché, anche nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, non sia oscurato il ricordo della lotta di Liberazione dal fascismo, che sconfisse un “virus” altrettanto letale e nefasto per la Democrazia e per l’intera Nazione.

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“L’attuale emergenza sanitaria, per quanto drammatica, non può, né deve dissipare il patrimonio più prezioso di una Comunità, la Memoria della sua storia che sola può dare un significato al suo presente. La Resistenza con la Lotta di Liberazione dal nazifascismo portò alla conclusione di un periodo di sofferenze del popolo italiano e soprattutto restituì la Libertà di cui era stato privato dall’arroganza della dittatura fascista. Ricorre quest’anno il 75′ Anniversario di quel 25 Aprile, punto di partenza per la nostra nuova vita democratica fondata sulla Costituzione Repubblicana. La sua celebrazione, cui la stessa legge impegna formalmente le Istituzioni a tutti i loro livelli, dai Comuni al Quirinale, non è un atto di rituale protocollo, ma il momento del concreto rinnovo per tutti gli italiani dell’impegno antifascista in difesa della Democrazia.
L’ANPI, cui ci onoriamo di appartenere, Le propone di esplorare tutte le possibilità, compatibili con le attuali restrizioni, per portare ai Suoi cittadini il ricordo luminoso di quel 25 Aprile, oggi più che mai opportuno, sia come monito a quanti, sempre in agguato, attentano alla Democrazia così faticosamente conquistata, sia come promessa della liberazione da conquistare, oggi, dalle restrizioni non banali cui tutti siamo sottoposti, non escludendo, la possibilità di deporre almeno un mazzo di fiori al Monumento ed al Sacrario di Colle San Marco, in ricordo di tutti coloro che sacrificarono le proprie esistenze per donarci il bene più prezioso che un essere umano possa desiderare: la Libertà.
Restiamo in attesa di un Suo riscontro e a Sua disposizione per ogni possibile contributo che vorrà chiedere all’ANPI, da sempre in prima linea per la difesa e la concreta realizzazione degli ideali della Resistenza.

Il Presidente provinciale
Pietro Perini”

L’Anpi nazionale interviene sulla vergognosa celebrazione fascista del 28 ottobre ad Acquasanta Terme

1 novembre 2019

L’ANPI nazionale sulla cena fascista in un ristorante dell’ascolano: “Ci rivolgeremo alle autorità competenti”

La Segreteria Nazionale ANPI, in relazione alla cena celebrativa della marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre nel Ristorante “Hotel Terme” sito in località Acquasanta Terme (AP) nei pressi del luogo in cui è stata compiuta una delle più efferate stragi nazifasciste delle Marche, l’eccidio di Pozza-Umito, manifesta una grande indignazione per il reiterarsi di manifestazioni apologetiche del fascismo.

Il fatto è gravissimo, non soltanto come episodio celebrativo, ma per la circostanza che al suddetto evento hanno partecipato anche autorità locali.

Si deve ricordare che la Costituzione della Repubblica Italiana è fondata sui valori della Resistenza al nazifascismo e che oggi consente anche a soggetti che hanno nostalgia dei valori dittatoriali del regime mussoliniano di poter godere della libertà della quale però fanno un uso evidentemente illegittimo e illegale.

L’affermazione sulla titolarità a esprimere le proprie opinioni si scontra con le norme che sono poste a fondamento del divieto della ricostituzione del disciolto partito fascista e dell’apologia del fascismo.

Una cosa è esprimere il proprio pensiero, un’altra è violare la legge celebrando pubblicamente con simboli, atteggiamenti e comportamenti un ventennio di dittatura che tanti mali e lutti ha portato all’Italia.

L’ANPI Nazionale stigmatizza in maniera netta l’episodio avvenuto in una zona dove la Resistenza al nazifascismo è stata particolarmente forte al punto che il Comune di Ascoli Piceno è stato insignito della medaglia d’oro alla Resistenza.

L’ANPI nazionale, inoltre, assumerà tutte le iniziative finalizzate alla difesa dei valori della Resistenza, anche rappresentando alle Autorità competenti i fatti accaduti.

Roma, 31 ottobre 2019