25 Aprile, il discorso di Pietro Perini alle celebrazioni per la Festa della Liberazione a Colle San Marco

25 Aprile 2019 Lascia un commento »

Buongiorno e benvenuti. Porgo il saluto dell’ANPI a tutti voi, alle autorità civili, militari e religiose ed un saluto particolare ed auguri a tutti i Marco presenti. Mi sembra questo un 25 Aprile particolarmente partecipato, ne sono molto contento, sperando che vi abbia spinto fin quassù la vostra coscienza e non qualcos’altro. Oggi dunque è il 25 Aprile, la Festa della Liberazione, la Festa di tutti gli italiani. image
Il 25 Aprile non è un derby tra fascisti e comunisti. Chi lo dice o è un ignorante che non conosce la Storia del proprio Paese, o cerca di cambiarla come inutilmente si sta cercando di fare da qualche anno a questa parte o, come avviene oggi, con una preoccupante variante per essere più convincenti: presentandosi con un bel mitra in mano. Probabilmente questo signore sta dimenticando che la carica che ricopre gli impone di fare i conti con la nostra Costituzione antifascista. Ma non è questa la sola cosa che ignora: Non ci si può permettere di urlare ai quattro venti “prima gli Italiani” e poi non presentarsi alla loro Festa.
imageNon ci si può permettere di indossare divise solo per spot pubblicitario. Bisognerebbe sapere chi ha indossato quelle Divise. Dal 1943 al 1945 quella de Carabinieri è stata indossata dal “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri” comandato dal generale Filippo Caruso a ROMA, dagli appartenenti alla “Banda Gerolamo” a MILANO, dalla “Compagnia Carabinieri Partigiani” in Valsesia. Fu indossata dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa , nel 1943 Tenentino a San Benedetto del Tronto, condannato a morte dai fascisti per aver salvato la flotta peschereccia dai bombardamenti nazisti, costretto alla fuga e salvato da mio padre. Dalle file dell’Arma, quel 25 aprile del 1945, non risposero più all’appello 2.735 militari, caduti in soli venti mesi di lotta partigiana; 6.521 risultarono i feriti.
E TI PERMETTI DI NON ASSISTERE ALLA LORO SFILATA IL 25 APRILE? Non ci si può permettere di indossare la divisa della Guardia di Finanza senza sapere che Il contributo delle Fiamme Gialle alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione fu di oltre 1.100 caduti, 2.000 feriti, 5.000 deportati (più di 230 dei quali periti durante l’internamento). Il valore, l’abnegazione ed i sacrifici dei finanzieri sono stati premiati con 193 ricompense al Valor Militare e con la concessione, nel 1984, della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra del Corpo.

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E TI PERMETTI DI NON ASSISTERE ALLA LORO SFILATA IL 25 APRILE?
La divisa è una cosa seria, non si può usare per propria convenienza perché ogni divisa trasuda ancora il sangue di chi scelse di combattere il nazifascismo per restituire alle future generazioni Libertà e Democrazia. Ma come siamo potuti arrivare a tutto questo? Ci siamo convinti di aver chiuso i conti con il passato, di aver chiuso i conti con il fascismo e invece, giorno dopo giorno, anno dopo anno, ci siamo resi complici della sua rinascita sdoganando i segnali che ci arrivavano di sempre più frequenti rigurgiti fascisti, definendoli goliardate, ragazzate; chi sventola svastiche e croci celtiche nei nostri stadi lo abbiamo definito il solito imbecille, non abbiamo quasi mai applicato leggi che dovrebbero punire chi inneggia a fascismo e nazismo, gli abbiamo cambiato il nome, definendolo populista, sovranista e ci siamo dimenticati di quello originale: fascista. Praticamente abbiamo fatto finta di non sapere, di non vedere ed eccoci qua, costretti ancora una volta a sentire “tiro dritto” e “me ne frego”. Abbiamo completamente perso la nostra identità, ci siamo persi per strada e ci siamo dimenticati completamente da dove veniamo e delle nostre radici, non sappiamo più qual è il nostro ruolo.
Dove sono andati a finire tutti gli antifascisti, dove è andata finire la nostra sinistra? Abbiamo molto da fare, tanto lavoro da compiere, la speranza è che qualcuno, tenendo a mente i nostri errori del passato, getti le basi per una nuova forza politica conscia del fatto che noi veniamo dalla Resistenza, le nostre radici sono affondate nel sangue di tutti coloro che ci hanno voluto donare Liberta e Democrazia a costo della loro stessa vita, il nostro ruolo è quello di essere una forza antifascista nata per stare vicino alla povera gente, alla gente che soffre, alla gente che lavora e a quella che un lavoro non ce l’ha, vicino ai nostri giovani che studiano e che cercano un impiego, vicino alla gente che sta male e non riesce a curarsi. Un programma ambizioso ma che è già scritto, nero su bianco, si chiama Costituzione. Facciamo in modo che non accada più che ti guardi intorno e ti accorgi che l’uomo più a sinistra che abbiamo in Italia è il Papa, oppure che, ripercorrendo con la mente gli anni passati, ti accorgi che dal 45 ad oggi, nella nostra città, abbiamo tre luoghi in più dedicati al ricordo dei nostri partigiani: “largo delle Partigiane”, Giardini William Scalabroni e Largo Matricardi e chi lo ha fatto è un’amministrazione di destra: grazie Sindaco Castelli.image
Questa mattina abbiamo deposto una corona al vecchio monumento che si trova all’ingresso del pianoro. Dietro quel monumento parte un sentiero che si inerpica fino alla zona chiamata Vene Rosse. A noi piace chiamarlo Il Sentiero della Memoria. Termina davanti a tre croci. Sono le croci che indicano il luogo dove sacrificarono la loro vita tre ragazzi di appena 18, 20 e 22 anni: Narciso Galiè, Alessandro Panichi e Serafino Cellini. Morirono per tutti noi il 3 ottobre del 1943, insieme ad altri 35 Partigiani. Potremmo ricominciare tutto da lì. Risalire il sentiero, arrivare davanti alle tre croci, inginocchiarsi e chiedere scusa!!!

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