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Un congresso straordinario ad Offida per rilanciare l’attività dell’ANPI nella media valle del Tronto

22 Novembre 2022

Sono lieto di poter comunicare la ripartenza della sezione dell’ANPI nella media vallata del Tronto. Grazie all’impegno di alcuni di voi, nel farsi carico di essere punto di aggregazione per il rinnovo delle adesioni, si può procedere alla fase ricostituiva della sezione.

È convocato pertanto il CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA SEZIONE DI OFFIDA, da svolgersi il 5 DICEMBRE 2022, alle ore 21.00, presso la Sala Consiliare del comune di Offida.

Il congresso procederà all’elezione del Comitato di sezione (in numero da stabilirsi), del Collegio dei Revisori dei Conti (in numero di 3 membri effettivi e 1 supplente), e all’indicazione dei propri delegati al comitato provinciale (in numero di 2, da cooptare a cura del comitato provinciale). Il comitato di sezione sceglierà tra i suoi membri un Presidente, uno o più Vicepresidenti, la Segreteria e il responsabile amministrativo (artt. 13, 17, 18, 20 Statuto ANPI). Per le incompatibilità si rinvia alla norma di cui all’art. 3, Regolamento ANPI. (Statuto e Regolamento sono consultabili sul sito www.ascolipiceno.anpi.ti).

Sono eleggibili e hanno diritto di voto tutti gli iscritti in regola con il tesseramento 2022 alla data del congresso straordinario. 

Naturalmente parteciperò al congresso.

Invito tutti alla massima partecipazione.

Il Presidente provinciale

Pietro Perini

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Acquasanta Terme, Medaglia d’Argento al Merito Civile nella Lotta di Liberazione

10 Novembre 2022

La popolazione locale offri accoglienza ai partigiani, donando loro cibo e vestiti. Il Comune fu teatro di feroci rastrellamenti da parte dei tedeschi, che rubarono viveri e bruciarono mobili e biancheria. Durante tali rastrellamenti, diversi civili, tra cui una donna e una bambina di un anno, persero la vita. Esempio di coraggio, di collaborazione e di virtù civiche. 1943/1945 – Acquasanta Terme (AP) E9450D1A-EDF0-4935-9D0A-0570F79D86EC
Questa è la motivazione che accompagna il conferimento della Medaglia d’Argento al Merito Civile al Comune di Acquasanta Terme, avvenuto il 4 novembre scorso nel corso di una solenne cerimonia alla quale hanno preso parte le autorità locali, provinciali e regionali e le rappresentanze ANPI della sezione di Acquasanta Terme, con il Presidente Giuseppe Parlamenti, del Provinciale, con il Presidente Vicario Rita Forlini, del Nazionale, con l’On. Claudio Maderloni. Presente anche la staffetta partigiana Quintina Di Giambattista, ultima di quattro sorelle, tutte partigiane della Banda Bianco. 15148AD5-0713-42FC-9C55-D858B3CE420C
Riportiamo l’intervento del compagno Maderloni.
“La memoria è importante per vivere consapevolmente il presente e poter progettare il futuro.
Grazie a quanti mi hanno dato l’opportunità di prendere la parola in questo contesto.
Grazie alle autorità civili, militari e religiose, alle associazioni combattentistiche e partigiane.
Oggi 4 novembre è il giorno dell’Unità Nazionale e delle forze armate: è una giornata celebrativa a cui partecipano le associazioni combattentistiche e partigiane che esprimono  ogni anno attraverso  messaggi il proprio riconoscimento. Ancora di più quest’anno nel 74° della Carta Costituzionale, la Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane onora “l’orgoglio del popolo italiano e dei militari che, con la lotta al nazifascismo, hanno restituito libertà e dignità al Paese”; la Confederazione esprime inoltre la più severa condanna della guerra scatenata dalla Russia per occupare l’Ucraina e ribadisce  l’importanza di trasmettere alle giovani generazioni la Memoria storica quale monito e testimonianza perché non si ripetano più gli orrori del passato. 3B53555B-D3F7-4277-8398-17ED0016330D
E’un momento importate e il riconoscimento ottenuto da tutta la comunità di Acquasanta assume un valore universale, ”cerimonia per la consegna della medaglia d’argento al merito civile in relazione al contributo fornito dalla popolazione acquasantana alla lotta di liberazione negli anni 1943-1945”, come riporta la nota dal Prefetto di Ascoli del 21 luglio 2022.
Come non ricordare la lettera inviata il 3  giugno del 2013 dal Presidente della sezione ANPI Giuseppe Tosti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la risposta dell’ufficio di presidenza che chiede un atto ufficiale dell’amministrazione comunale per conferire tale onorificenza. Atto ufficiale che il consiglio comunale assume con la delibera di giunta del 28 gennaio 2014, deliberazione ricca di documentazione che poi farà emergere con dettagli straordinariamente interessanti, essenziali e autorevoli.
Non capiremmo appieno se non calassimo questo episodio così simbolico e così intenso in quel contesto storico.
L’Italia è in  Guerra.  Tralasciamo di parlarne oggi, ma nel 1923 ad Argenta, nel ferrarese, era stato assassinato Don Minzoni perché non volle sciogliere le associazioni scout, nel 1924 era stato assassinato Giacomo Matteotti, erano stati arrestati deputati in carica, ad iniziare da Antonio Gramsci, che morirà in carcere, nel 1926 sono state emanate le leggi fascistissime, i tribunali speciali, le commissioni provinciali per il confino, era stata eliminata ogni forma di partecipazione democratica, soppressi i partiti, i sindacati, le cooperative, le associazioni democratiche …. Questa era il mondo reale in quegli anni. In particolare vi vorrei parlare del rapporto tra fascismo e guerra. 1CA69018-8FEE-4322-82B1-2CF5A5D95C3A
La guerra, infatti, è assunta come valore positivo, è una delle idee fondanti del fascismo: nel 1938 viene pubblicato un libro dal titolo significativo “Economia armata” libro che raccoglie alcuni importanti discorsi di Mussolini. La frattura tra il popolo italiano e il fascismo nasce proprio dal rifiuto della guerra.
Il mito dell’impero, le colonie,  la Libia, la Somalia, l’Eritrea, poi la Spagna, la Francia la Jugoslavia, l’Albania, la Grecia, il 28 ottobre qui è festa nazionale per aver detto no all’ultimatum dei fascisti italiani, e poi l’Unione Sovietica, anni di guerra, sempre in guerra, e sempre con una economia di guerra.
Nel 1943 è la pace quello che si chiede, in molte parti della nostra Italia, protagoniste mote donne, con manifestazioni ad Ancona, Milano, Torino Genova, il nostro popolo non riesce più a trattenere la rabbia per lo “stato di guerra”; si grida “pane, pace e libertà”.
Poi arriverà il 25 luglio, la caduta del fascismo e poi l’8 settembre, il manifesto della neonata Repubblica Sociale che chiama alle armi a fianco e servi dei nazisti, dei tedeschi ormai invasori.
Chi non si presenta sarà fucilato; ancora una volta sono i giovani chiamati alle armi che dovrebbero difendere un regime fantoccio dei tedeschi. FECBDCA9-0F76-426B-BBBA-61052EDFDD8C
Questa terra, come gran parte dell’Italia, aveva già pagato il prezzo della guerra, non solo con i morti e i feriti, anche con tutto quello che comporta un’economia di guerra.
Guerra significa anche prigionieri, degli altri eserciti ma anche italiani in opposizione al regime. In tanti si rifugiano in montagna e qui si concentrano sui monti di Acquasanta Terme, Pito, Pozza, San Gregorio e San Martino. Si ritrovano montenegrini, inglesi, greco-ciprioti , slavi insieme ai militari sbandati giovani renitenti: così nascono le prime bande patriottiche e partigiane con le prime azioni di disturbo e di difesa.
La popolazione vede in quei ragazzi i propri figli, fratelli, nipoti in qualche parte del mondo in qualche trincea, lontani dalle loro case e dai loro affetti; anche i loro cari
potrebbero aver avuto bisogno di aiuti di altre madri, sorelle fratelli. Così nasce la solidarietà: ci si divide il mangiare, quel poco che si ha, questi ragazzi sono vestiti e curati, prevale il sentimento umano.
La rabbia dei nazisti in quel marzo del 44 si trasforma in violenza e ferocia, guidati dai fascisti in tutta l’area, compiono un rastrellamento tra Pozza e Umito, si scatenano contro la popolazione civile perché avevano aiutato quei ragazzi, rubano di tutto, perseguitano, arrestano, picchiano, incendiano le masserie. Fra i morti civili anche una bambina di meno di un anno Anna Sparapani, e una donna , una delle prime donne partigiane combattenti,    Martina  Cristanziani. Con loro cadono 25 patrioti di varie nazionalità. Dopo di questo la resistenza  con l’aiuto decisivo della popolazione si riorganizzerà e con l’arrivo delle nuove formazioni  partigiane e degli alleati sposterà il fronte sempre più al nord, liberando tutta l’area.
Secondo una nota del commissario prefettizio di Acquasanta, pochi giorni dopo egli riferisce che “l’operazione aveva provocato 33 morti  tra italiani e stranieri ma potevano essere di più in quanto ancora le macerie  di diverse case non erano state rimosse”.  Riferisce che sono stati distrutti masserie e viveri, hanno sparato anche sulle pecore ammazzandone venticinque. In quell’inverno, la gente era rimasta senza un tetto e non aveva neanche più di che mangiare. FE9A6DDC-C542-421D-8F44-8D9DAB992862
E’ una testimonianza preziosa che ci parla di una popolazione perseguitata e martoriata, quella popolazione diventa la rappresentazione dell’urgenza della pace, della necessità  di ripudiare la guerra così bene sancito dalla nostra Costituzione. La nostra Costituzione è figlia di quel sacrificio che il nostro popolo ha fatto combattendo contro il nazismo e contro il fascismo, e oggi chiede con forza che la pace resti elemento fondamentale del vivere come l’aria, come l’acqua, come il cibo. Di questo gli uomini hanno bisogno.
Non posso non sottolineare
le   3 medaglie d’argento al valore militare  – Pio Cesari, Gregorio Schiavi e Pietro Vito Fenu;
4 medaglie di Bronzo al valore militare – Ettore Bianco, il parroco Gisberto D’Angelo,Gabriele De Angelis, Orlando De Santis,Giuseppe Pedicelli e Eribero Ventura;
2  Croci di Guerra al valore Militare – Alfonso Crisci, Trento Cesari,
13 Croci al Merito
132 cittadini con la qualifica di Patriota e 153 con quella di Partigiano. C7A8836A-C531-45E4-81FB-2DDA1749F99A
 
La medaglia d’argento al merito civile che è consegnata oggi sarà appuntata sul gonfalone e sarà esposta ogni qualvolta ci sarà una manifestazione istituzionale, sarà lì per dire a tutti i cittadini e soprattutto alle nuove generazioni che qui, in questo luogo di Acquasanta Terme, questa Comunità è stata riconosciuta dallo Stato democratico Italiano, per il sacrificio di tante donne e uomini che volevano essere liberi e vivere in pace. Queste persone, con le loro gesta di umanità e fratellanza hanno contribuito alla stesura della nostra Carta Costituzionale.
Viva la Resistenza antifascista.      
Viva l’Italia.”

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Acquasanta Terme, Medaglia d’Argento per l’aiuto prestato ai Partigiani

28 Ottobre 2022

Giovedì 4 novembre, alle ore 16,30, presso la palestra di Acquasanta Terme, in via Buonamici 2, verrà conferita al Comune la Medaglia d’Argento al Merito Civile per il contributo fornito dalla popolazione acquasantana ai Partigiani che operarono in quel territorio negli anni dal 1943 al 1945.
L’onorificenza è stata conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su iniziativa della locale sezione dell’ANPI.
Alla cerimonia, oltre al presidente della sezione di Acquasanta Terme, Giuseppe Parlamenti, e al presidente provinciale, Pietro Perini, sarà presente il compagno Claudio Maderloni, dell’ANPI nazionale.
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La battaglia di Bosco Martese

10 Ottobre 2022

Il 17 settembre 1943 un contingente di soldati italiani già di stanza a Teramo, guidati dal capitano di artiglieria Giovanni Lorenzini, decide di non consegnarsi ai tedeschi e si trasferisce in località Ceppo (Rocca Santa Maria), a 30 chilometri dal capoluogo. Qui trova alcuni antifascisti teramani, tra i quali i fratelli Rodomonti e Armando Ammazzalorso, saliti già il 12. 6C8750FB-726B-4DD0-89E0-521E4B019150

Nei giorni successivi si aggiungono altri soldati sbandati, ex-prigionieri di guerra inglesi e slavi (dal campo di Tossicia), gruppi di civili organizzati dal comitato insurrezionale guidato da Mario Capuani. Il comando viene affidato al capitano dei carabinieri Ettore Bianco, già protagonista di un episodio di resistenza antitedesca il 12. Il gruppo viene diviso in tre compagnie: quella del partito d’Azione, quella “Estera” e quella dei comunisti, comandate rispettivamente dall’avvocato Felice Mariano Franchi, dal tenente colonnello Dushan Matiyasevic e dal tenente di artiglieria Francesco Di Marco. C4569A84-EAA1-42A2-9283-24A8F9D07C6C

Il 25 settembre un contingente di tedeschi si dirige verso il luogo dove sono situati i partigiani. La battaglia inizia alle 12.30 e dura circa tre ore; i tedeschi sono costretti al ritiro. Si contano almeno 50 soldati uccisi, cinque camion e due autovetture distrutti. Il maggiore Hartmann viene fatto prigioniero e poi passato per le armi. Dopo il combattimento, gli insorti si disperdono in piccole bande per continuare la lotta. Nel pomeriggio del 26 settembre i tedeschi cannoneggiano a lungo il Bosco, ormai già deserto. 6FD48A76-2E50-496A-908E-4E860F5BE7A1

La vittoria avrà il suo inevitabile tributo di morte. Perché i nazisti non ci stanno a vedersi sconfitti da un manipolo di rivoltosi scapestrati e organizzano la rappresaglia. Uccidono subito i cinque ostaggi catturati nella battaglia, nelle ore seguenti ammazzano tre carabinieri e un soldato. Tra le vittime di quei giorni di vendetta, anche Mario Capuani, il medico di Torricella che aveva radunato in casa sua gli antifascisti teramani. Avrà la medaglia d’oro al valor militare. Ma solo grazie al presidente Sandro Pertini.

IL PROSSIMO 15 OTTOBRE UNA DELEGAZIONE DELL’ANPI PROVINCIALE DI ASCOLI PICENO PARTECIPERÀ ALLA CERIMONIA COMMEMORATIVA.
SE VUOI AGGREGARTI, MANDA UNA EMAIL ALL’INDIRIZZO anpiascoli@gmail.com OPPURE UN WHATSAPP AL N. 3282077944

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Sorgete, donne!

6 Ottobre 2022

Sabato 8 ottobre, alle ore 18,30, finanziato dall’Anpi Provinciale dì Ascoli Piceno, verrà rappresentato presso il Palafolli di Ascoli Piceno lo spettacolo, a ingresso libero, “Sorgete, donne!”, che prende spunto da un evento realmente accaduto:
Siamo nel 1906, la scienziata Maria Montessori, molto attiva nei movimenti femministi dell’epoca, lancia un appello alle donne italiane dalle pagine del quotidiano “La Vita”. “Donne tutte, sorgete!”. La Montessori invitava le donne ad iscriversi alla Commissioni elettorali delle proprie città e andare a votare, dato che nessun articolo della legislazione lo vietava formalmente. Dieci maestre marchigiane risposero alla chiamata dell’illustre conterranea. 5B180F59-CB29-43D5-BCDE-F99376ABEA9F
Il fatto straordinario fu che un giudice illuminato della Corte di Appello di Ancona, Lodovico Mortara, accettò la domanda di iscrizione. Queste dieci maestre (provenienti da Senigallia e Montemarciano) furono dunque iscritte per quasi un anno alle liste elettorali, unico caso in Italia. La domanda venne poi rigettata ma il fatto destò fortissimo scalpore.
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Lo spettacolo, di e con Simona Lisi, parte da questa storia straordinaria della nostra Regione, per poi allargare lo sguardo sul tema dei diritti duramente conquistati, proprio attraverso la forza della solidarietà femminile. Il linguaggio è quello del teatrodanza-canzone, espressione con cui la Lisi descrive la sua forma ibrida di creazione per la scena, che per l’occasione si declina in una forma lirica di teatro civile.