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L’eccidio di Montalto

Marzo 31st, 2026

Domenica 29 marzo si è celebrato l’82° anniversario dell’Eccidio di Montalto, strage fascista compiuta dal 1º Battaglione M Camicie Nere “IX Settembre” il 22 marzo 1944 nell’omonima frazione del comune di Cessapalombo, in provincia di Macerata. Nell’eccidio furono uccisi per fucilazione 32 partigiani, tra i quali i potentini Mariano Cutini e Mariano Scipioni.
Ci si è ritrovati in Piazza della Libertà di Tolentino con la formazione del Corteo che ha raggiunto il Cimitero comunale, dove al Famedio dei Caduti, Padre Massimo Giustozzo, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona di alloro, ha officiato la benedizione dei caduti.
La manifestazione è proseguita tornando in Piazza della Libertà con la deposizione della Corona di alloro sul Cippo dedicato al sacrificio dei Martiri di Montalto e con gli interventi previsti tra cui Mauro Sclavi Sindaco di Tolentino, Alessandro Massi Gentiloni Silverj Presidente del Consiglio Comunale di Tolentino, Lanfranco Minnozzi Presidente ANPI sezione di Tolentino, Rebecca Cingolani Sindaco del Consiglio dei Ragazzi, Niccolò Gentili Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi e della relatrice ufficiale della manifestazione Rita Forlini, presidente provinciale ANPI di Ascoli Piceno. Le celebrazioni sono proseguite con cerimonia nel luogo dell’eccidio a Montalto per onorare i Martiri con la sindaca di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti e con sosta a Caldarola alla presenza del sindaco Giuseppe Fabbroni per le onoranze al Cippo della Medaglia d’Argento, al partigiano e patriota Aldo Buscalferri.
Ricordare il sacrificio di questi giovani partigiani barbaramente uccisi dai fascisti riveste un’importanza fondamentale per la memoria storica, culturale e civile del territorio maceratese e dell’intera Italia poiché la democrazia italiana è profondamente legata alla lotta di Liberazione e al sacrificio dei partigiani, rappresentando il fondamento storico e morale della Repubblica e della Costituzione, non dimentichiamolo mai.

Un successo contro i picconatori della Costituzione

Marzo 24th, 2026

PUBBLICHIAMO UN COMMENTO AL VOTO REFERENDARIO DI UN NOSTRO EMERITO ASSOCIATO.
“Tutti sanno o dovrebbero sapere, che Benito Mussolini ha fatto uccidere centinaia di migliaia di italiani , donne e bambini compresi, sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, sotto le bombe alleate, nei campi di internamento e di sterminio tedeschi, nella lotta anti partigiana e nei rastrellamenti nazifascisti nonché migliaia di suoi e nostri concittadini colpevoli solo d’essere ebrei.
Tutti sanno pure, o dovrebbero sapere, che Mussolini fece uccidere centinaia di avversari politici , tra i quali Giacomo Matteotti, Piero Gobetti, Giovanni Amendola, Carlo e Nello Rosselli, Giovanni Minzoni, Antonio Gramsci.
È ancora largamente noto, o dovrebbe esserlo, che il ‘duce’ fece fucilare cinque suoi camerati del Gran Consiglio del fascismo, tra i quali il marito della figlia Edda, rei d’avere approvato il 25 luglio 1943 un ‘ordine del giorno che egli stesso aveva sottoposto al loro libero voto.
È meno noto che Benito Mussolini fece rinchiudere e morire in manicomio la prima moglie Ida Dalser e pure in manicomio fece internare, e poi uccidere, con iniezioni di insulina, il figlio che aveva avuto da lei per non rovinare la sua immagine di uomo d’ordine e padre della patria.
È di questo assassino catastrofico e spietato che Ignazio La Russa , presidente del Senato della Repubblica e seconda carica dello Stato, esibisce con piacere, tra altri cimeli fascisti, una testa in bronzo commemorativa.
È al suo regime di parricida che Giorgia Meloni , Presidente del Consiglio dei Ministri non riesce a dirsi contraria.
È a una legge come le sue che nei giorni del referendum abbiamo detto No.
Sarebbe bene non dimenticarlo mai.”
F.S.

Anche il Piceno dice NO

Marzo 24th, 2026

Buon lavoro, Daniele.

Marzo 19th, 2026

La sezione provinciale dell’ANPI di Ascoli Piceno esprime a Daniele Lanni i più sinceri auguri di buon lavoro per il nuovo incarico alla guida della Camera del Lavoro.

Siamo certi che, nel solco dei valori costituzionali e della tutela dei diritti del lavoro, saprà svolgere il proprio ruolo con impegno, competenza e spirito unitario, in un tempo che richiede responsabilità e visione.

Allo stesso tempo, rivolgiamo un sentito ringraziamento a Barbara Nicolai per il lavoro svolto e per la collaborazione costruita in questi anni, caratterizzata da una proficua condivisione di intenti sui temi della memoria, della democrazia e della giustizia sociale.

Con l’auspicio di proseguire anche in futuro un percorso comune fondato sui valori dell’antifascismo e della Costituzione, rinnoviamo a entrambi la nostra stima.

ANPI – Comitato Provinciale di Ascoli Piceno

Se vince il SI

Marzo 19th, 2026

Se al referendum vince il SI, il programma della maggioranza prevede di istituire subito il Premierato, cioè l’elezione popolare diretta del capo del Governo.
Il Premierato toglierà al Presidente della Repubblica, insieme con altri, i poteri costituzionali di designare il Premier e di sciogliere le Camere in caso di grave crisi politica.
Abolito o grandemente ridotto con questo referendum il controllo della magistratura sugli illeciti della politica e rimosso col Premierato il Presidente della Repubblica dal ruolo di garante della Costituzione, saremo indifesi di fronte allo strapotere dell’Esecutivo.
Rischieremo concretamente di perdere, perché sono minacciati già ora, il diritto di manifestare pacificamente nelle strade, quello di scioperare specie nel pubblico e nei trasporti, il diritto delle donne di scegliere se diventare madri.
In compenso avremo un Governo sempre più stabile, sull’esempio di quello che un secolo fa durò più di vent’anni, finendo solo nella catastrofe della sua guerra.
I partiti promotori della riforma della Giustizia giurano di non voler tornare a quell’esperienza, ma come credergli se sgombrano Askatasuna a Torino ma non Casa Pound a Roma, se consentono il saluto fascista di militanti inquadrati, se i loro massimi rappresentanti esibiscono nostalgie mussoliniane e rifiutano di dirsi antifascisti?
E come si può ritenere responsabile l’intera Magistratura dell’errore pesantissimo ma involontario dei giudici di primo grado che contribuì a uccidere Enzo Tortora, se a insistervi è la stessa parte politica che per scagionare Silvio Berlusconi ha votato l’assurda parentela tra Karina El Mahroug detta Ruby e il presidente egiziano Mubarak?
Chi può davvero supporre che la riforma Nordio serva a rafforzare la giustizia e non a spaccare in due la Magistratura per assoggettarla al potere politico, se i suoi promotori mantengono al Governo una ministra indagata per truffa e bancarotta e rinviata a giudizio per falso in bilancio, se un’altissima figura del Ministero invita a votare SI per togliere di mezzo la stessa Magistratura e se la Presidente del Consiglio accusa il NO di voler liberare migranti spacciatori e stupratori, pedofili e antagonisti sfascia-stazioni?
Come condividere l’ accusa di persecuzione rivolta alle toghe da un Ministro indagato tre volte per sequestro di migranti ma in un caso prosciolto, in un altro assolto e in un terzo, concluso poi in Cassazione col riconoscimento dell’illecito, salvato dal rifiuto del Parlamento ad autorizzarne il processo?
No, non è giusto umiliare per fini di parte una Magistratura che ha pagato un altissimo prezzo di sangue per tenere testa al terrorismo rosso e nero e alla violenza della mafia.
Non si può condividere l’assalto a una Costituzione che malgrado tutto ha permesso all’Italia ottant’anni di pace, democrazia e sviluppo.
Non è accettabile il rovesciamento del principio, posto a fondamento dello Stato di diritto, che “La legge è uguale per tutti”.
Non è ragionevole rischiare la libertà per una riforma che non rende la giustizia più rapida, efficiente e imparziale di quanto è oggi.
NO.

(Riflessioni di un nostro iscritto, avvocato)