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8 maggio, in marcia per la Pace

Maggio 7th, 2026

L’ANPI provinciale di Ascoli Piceno aderisce la marcia della Pace indetta nella giornata dell’8 maggio a Grottammare.

Le Madri costituenti al Teatro dei Filarmonici

Maggio 4th, 2026

Da oggi e fino al 10 maggio può essere visitata la mostra, a cura dell’ANPI, sulle 21 Madri costituenti, allestita presso il teatro dei Filarmonici ad Ascoli Piceno.

Adriano Cinelli e Concetta Cafini, tornano le loro targhe alla ex caserma Vecchi

Maggio 2nd, 2026

Dopo il restauro dell’intero immobile della ex caserma Vecchi, in c.so V. Emanuele, sono state ricollocate le due targhe in travertino in memoria di Adriano Cinelli e Concetta Cafini, caduti il 12 settembre 1943 sotto i colpi delle truppe tedesche di passaggio ad Ascoli Piceno.
L’appuntamento, per deporre una corona d’alloro in loro ricordo, è per il 12 settembre 2026.

Onore ai partigiani Rabitti e Marini

Maggio 1st, 2026

Anche quest’anno una delegazione dell’Anpi provinciale di Ascoli Piceno ha reso onore alla memoria dei partigiani Marcello Marini e Mario “Modena” Rabitti, di appena diciannove anni, fucilati dai fascisti ascolani il 1 maggio 1944 fuori porta Romana (la loro storia nel post precedente).

Il 1’ maggio a Porta Romana, in ricordo di Marcello Marini e Mario Rabitti, partigiani trucidati dai fascisti il 1’ maggio 1944

Aprile 29th, 2026

Venerdì 1’ maggio saremo a Porta Romana, nei pressi della pesa pubblica, alle ore 9,30, per ricordare la fucilazione, per mano fascista, dei partigiani Marcello Marini e Mario Rabitti.
I partigiani Rabitti e Marini operavano con la banda Decio Filipponi, al comando di Dario Rossetti, nome di battaglia Rani d’Ancal. La sera del 27 aprile parteciparono a un’azione nel piccolo centro di Falerone, dove una volta bloccati tutti gli accessi, furono rese inutilizzabili le automobili civili che erano state requisite dai tedeschi, ma che non erano ancora state portate via perché mancavano delle gomme. Furono inoltre organizzati dei posti di blocco sulle strade vicine al paese, per affermare il controllo del territorio. Tuttavia l’inesperienza e l’ingenuità fu fatale per i due membri del gruppo: Marini e Rabitti il 30 aprile fermarono una macchina sospetta nei pressi di Penna San Giovanni. I due occupanti dichiararono loro che stavano per raggiungere il proprietario dell’autovettura a Piane di Falerone, pertanto i partigiani salirono e decisero di verificarlo di persona. In realtà il proprietario era uno dei due uomini, che alla fine li condusse dalla milizia fascista che quel giorno era riunita a Piane per proteggere un raduno di bestiame per i tedeschi. I partigiani furono catturati, trasferiti ad Ascoli Piceno. Preoccupato per la vita dei suoi compagni, Rani d’Ancal e un partigiano slavo catturarono due repubblichini provenienti da Ravenna, nel tentativo estremo di uno scambio alla pari tra prigionieri. La proposta gappista giunse ai comandi fascisti di Ascoli e di Fermo quando i due sfortunati erano stati ormai fucilati senza processo. Alla notizia, Rani d’Ancal ordinò l’immediata condanna a morte degli ostaggi.image
Due imprese su tutte resero celebre nel Fermano il nome di Rani d’Ancal: la completa evacuazione del campo di internamento di Servigliano nella notte tra il 7 e l’8 giugno 1944, dove erano rinchiusi gli ebrei dell’Ascolano, ai quali si erano aggiunti nel febbraio 1944 circa 300 maltesi, e della cittadina di Montegiorgio. Oltre a ciò, la lotta alle spie condotta dai gappisti agli ordini di Rani d’Ancal produsse un numero elevato di prigionieri, indurì la stima della popolazione locale verso il comandante montecarottese e, soprattutto, impedì deportazioni e rappresaglie di civili.
Dopo la liberazione, Dario Rossetti fece ritorno a Montecarotto e con il matrimonio spostò la residenza ad Ancona, dove vi rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Le Bande Decio Filipponi facevano parte delle brigate d’assalto “Garibaldi” e il battaglione gappista Rani risultò il più insidioso tra le forze partigiane della bassa collina marchigiana. Dei tre nuclei “Filipponi”, la banda d’Ancal era attiva nella zona di Sant’Angelo in Pontano, Montappone, Massa Fermana e Loro Piceno. Le altre due formazioni erano guidate da Giovanni Iommi, destinato alla zona di Servigliano, Penna San Giovanni, Falerone, e da Ercole Ercoli, presente prevalentemente nella zona di Mogliano.