L’intervento di Tamara Ferretti, della segreteria nazionale ANPI, a Colle San Marco di Ascoli Piceno

Aprile 27th, 2026 Leave a reply »

Signora Assessore rappresentante l’amministrazione comunale di Ascoli Piceno e signor Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Onorevoli rappresentanti del Governo e del Parlamento, Sindaci del territorio, Autorità civili e militari, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e delle Associazioni d’ARMA, Gonfaloni, Labari, Bandiere dell’ANPI, Città di Ascoli Piceno Medaglia D’Oro al Valore Militare per Attività Partigiane e Provincia di Ascoli Medaglia D’Oro al Valore Militare, rivolgo a nome dell’ANPI nazionale un caro saluto a tutti voi, alla cittadinanza presente, ai giovani e alle giovani. 

Un saluto particolare e affettuoso ai familiari dei Partigiani, dei Militari, dei Civili Caduti, delle Antifasciste e degli Antifascisti tutti!

Nella memoria dei loro cari, con tenacia e umanità, hanno dato e continuano a dare un contributo fondamentale alla difesa dei valori democratici di libertà e di giustizia, che hanno ispirato la Resistenza, la Lotta di Liberazione e i principi su cui si basa la nostra Costituzione. 

L’altro giorno il Presidente Mattarella nell’incontro con le Associazioni Combattentistiche, ha ribadito che proprio “da quello slancio di coscienze, spesso maturato attraverso scelte personali difficili e dolorose, nacque quella straordinaria stagione di impegno civile che rese la guerra di Liberazione decisiva per il destino dell’Italia.”

Uno slancio che ha fatto di Colle San Marco – come di Bosco Martese, di Porta San Paolo – luoghisimbolo della Resistenza italiana.

Luoghi simbolo del desiderio dell’Italia che voleva farla finita con il ventennio di dittatura fascista, con le sue guerre e con la guerra.

Per me, figlia di un allora giovane Comandante partigiano, quello slancio è motivo di responsabilità e di impegno.

Raccogliere il testimone di una memoria che pulsa di giustizia, di solidarietà, di democrazia, di pace, è stato e continua ad essere un dovere, un atto di responsabilità ma soprattutto un atto di amore verso i tanti sacrifici e le tante battaglie che 81 anni fa, con le parole dell’allora partigiano Sandro Pertini, dal microfono di Radio Milano Libera, portarono alla liberazione dell’Italia e alla nascita della Repubblica. 

Quelle parole, scandite il 25 aprile 1945 con la determinazione di chi aveva conosciuto le angherie del fascismo, le sofferenze, le umiliazioni dell’esilio e del carcere, sono per noi – anche oggi – ragione di orgoglio: “…  ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”.

Parole che sancivano, insieme alla sconfitta del nazifascismo, la ritrovata dignità e la rinascita democratica del nostro Paese. 

La Resistenza è stata tante cose:

• è stata la presa di coraggio di un popolo che aveva subito un ventennio di oppressione, di paure dimiserie e di guerre. 

Una dittatura che – come ebbe a dire Primo Levi – aveva rappresentato “la consacrazione del privilegio e delle disuguaglianze”;

• la Resistenza è stata la riscossa dell’antifascismo che, nonostante le violenze, i tribunali speciali, il confino, gli assassini commessi – che iniziarono ben prima del 1922 – e quelli con la complicità al nazismo – fra cui i 37 Martiri di Colle San Marco, i 278 della vostra Provincia – aveva mantenuto vivi gli ideali di libertà, di giustizia e di uguaglianza che avevano ispirato il partito socialista, il partito popolare, il partito comunista prima del suo avvento;

• ma la Resistenza è stata anche tanta umanità, tanta solidarietà e il coraggio di tante persone – uomini e donne, giovani e anziani, militari e civili, intellettuali e analfabeti che si ribellarono alle ingiustizie e alla guerra;

• una scuola capace di porre le basi di una Costituzione che ha aperto la strada alla riconquista di diritti e di nuovi diritti per tutti e per tutte.

Una scuola che abbiamo il dovere di onorare!

Viviamo un tempo non facile! Le trasformazioni, i cambiamenti, le rivoluzioni non sono più solo quelle industriali e tecnologiche, ma investono fenomeni antropologici, sociali, economici, culturali, geopolitici, storici, con una velocità che consuma tutto il nostro tempo di vita e che facciamo fatica a comprendere” perché sono molto più rapide dei nostri tempi di adattamento. 

Una velocità che assorbe e consuma anche la storia e i suoi avvenimenti: una storia che, così, è maggiormente esposta a manomissioni e manipolazioni con parificazioni improbabili per responsabilità incapo esclusivamente al fascismo e alla monarchia.

Parificazioni che disconoscono il valore e il significato unitario della Guerra di Liberazione che ha rappresentato e continua a rappresentare un patrimonio da custodire, da vivere, da trasmettere soprattutto alle giovani generazioni nei valori e nei principi di una Costituzione Antifascista.

Viviamo un tempo non facile in un contesto gravemente, brutalmente, aggravato da un’inquietante instabilità internazionale, da conflitti e di guerre, ancora una volta segnate da una ferocia disumana, da vergognose stragi, da ennesimi genocidi e pulizie etniche, da disastri che deridono e calpestano civiltà millenarie.

La guerra è tornata prepotentemente nella nostra quotidianità, ma – peggio – sta devastando l’esistenza di milioni di esseri umani.

Bisogna riprendere le strade del dialogo, della diplomazia, del rispetto del diritto internazionale e valgono le parole di Papa Francesco: “Per fare la pace ci vuole coraggio. Molto più coraggio di quello che serve per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire si all’incontro e no allo scontro; si al dialogo e no alla violenza; si al negoziato e no alle ostilità; si al rispetto dei patti e no alle provocazioni; si alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio e grande forza d’animo.”

Bisogna ridare senso alla parola “umanità, una parola calpestata anche da chi invoca libertà di navigazione per le merci ma vorrebbe fermare quella delle persone!

La guerra è un crimine contro l’umanità! Va combattuta e fermata insieme alla “globalizzazione dell’indifferenza” denunciata da Papa Leone anche nel messaggio pasquale “Urbi et Orbi” perché nell’indifferenza muore l’umanità!

Ogni occasione di Memoria è particolarmente importante, ma questo 81° Anniversario della Liberazione riveste una particolare importanza perché è anche l’anno in cui ricorre l’80° Anniversario del referendum con cui il popolo italiano scelse la Repubblica e l’Assemblea Costituente; una scelta elettorale che per la prima volta vide protagoniste nel voto anche le donne. 

Un protagonismo che era rinato con la loro partecipazione attiva nella Resistenza: come Staffette, come Partigiane combattenti, nella Resistenza civile. Un protagonismo che ha segnato le trasformazioni più profonde della vita, della rinascita e dello sviluppo di questo Paese. 

In quel referendum e per l’Assemblea costituente votò 89.8% dell’elettorato e la partecipazione è sempre un indicatore fondamentale dello stato di salute della democrazia.

Un patrimonio che abbiamo ereditato dalla Resistenza e un patrimonio che continueremo a salvaguardare come continueremo a salvaguardare i diritti e le libertà sancite dalla nostra Costituzione. 

Viva la Resistenza W il 25 Aprile W la Costituzione.





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