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La celebrazione del 3 ottobre a Colle San Marco

Ottobre 4th, 2026


Pubblichiamo l’intervento della presidente provinciale dell’Anpi di Ascoli Piceno, Rita Forlini, alla celebrazione dell’83mo anniversario degli scontri di Colle San Marco del 3 ottobre 1943.

“”Buongiorno a tutti i presenti,

un saluto alle autorità civili, militari e religiose, a tutti voi che qui siete a testimoniare l’importanza di richiamare al cuore e alla mente da dove è sgorgata la nostra libertà, dove affonda le radici la nostra democrazia: il diritto di voto universale. In questo periodo l’Associazione che rappresento si appresta a vivere il percorso congressuale, dunque ci stiamo interrogando sulla nostra storia, sulla nostra missione e come esse diano senso al cammino verso il futuro: l’orizzonte ci appare fosco come non era mai accaduto in ottant’anni.

I miei pensieri sono rivolti a voi ragazze e ragazzi, bambine e bambini. Oggi siete in questo luogo, fuori dalle pareti scolastiche per una lezione di storia scritta non su una pagina di manuale, ma sulle pietre che riportano decine di nomi, sulle zolle di terra che furono calpestate da quei giovani coraggiosi trucidati per mano dei carnefici nazi-fascisti assetati di sangue. Non vi è un tempo giusto per iniziare a conoscere la Storia, essa è parte di noi nel momento stesso in cui veniamo alla luce e imparare a coglierne il valore ci serve a guardare lontano con consapevolezza e con la fierezza di appartenere ad una comunità cesellata su un insieme di valori irrinunciabili. Quei valori che ci uniscono sono stati scolpiti dentro la carta Costituzionale nata dal sacrificio di giovani donne e uomini che si ribellarono ad un destino apparentemente ineluttabile, che liberarono il Paese dalla dittatura fascista.

Essi SCELSERO RESISTETTERO e SOGNARONO

La Resistenza fu, prima di tutto, una scelta, la scelta di uomini e donne che, di fronte alla dittatura, alla guerra e alla negazione della libertà, decisero di non piegarsi all’idea che il futuro fosse già scritto. Molti di loro avevano poco più di vent’anni: non possedevano certezze sul domani, ma erano sicuri che anche il silenzio, l’indifferenza e la rinuncia potevano diventare una forma di complicità.

La loro scelta non fu soltanto militare, fu soprattutto una scelta morale e civile, la decisione di assumersi una responsabilità nei confronti di se stessi, del proprio tempo e delle generazioni che sarebbero venute dopo. La stessa responsabilità, seppure in modi diversi, è nelle scelte che i giovani sono chiamati a compiere oggi. Non viviamo la dittatura e la guerra nelle forme che conobbero i ragazzi della Resistenza antifascista, ma affrontiamo pericoli nuovi: le emergenze climatiche e ambientali, l’uso incontrollato delle tecnologie, la manipolazione dell’informazione, la disinformazione, la perdita della privacy, la dipendenza dagli strumenti digitali, la diffusione dell’odio e della cultura della semplificazione. Sono rischi meno visibili, più subdoli, capaci di incidere profondamente sulla libertà di pensiero, sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Anche oggi, dunque, “resistere” vuol dire scegliere. Resistere significa non lasciare che siano gli algoritmi a decidere interamente ciò che vediamo, pensiamo o desideriamo; significa coltivare lo spirito critico, verificare le informazioni, proteggere la propria libertà di giudizio, non accettare supinamente, come inevitabile ciò che invece può e deve essere discusso, confutato. Significa, soprattutto, non essere semplici spettatori del proprio tempo.

Significa, quindi: RESISTERE PER PRESERVARE LE FACOLTÀ INTELLETTIVE, LA CAPACITÀ DI DISCERNIMENTO NECESSARIA PER DISAMBIGUARE I DISCORSI INQUINATI DALLE FALSITÀ, VOLTI ALLA MANIPOLAZIONE DEL PENSIERO LIBERO E DELLA AUTODETERMINAZIONE.

Significa: RESISTERE ALLE DITTATURE DELLE OLIGARCHIE ECONOMICHE, CULTURALI, POLITICHE CHE MIRANO A TRASFORMARE LA PERSONA UMANA IN UN ENTITÀ AMORFA E INDISTINTA SENZA CAPACITÀ REATTIVE. RESISTERE PER POTER SOGNARE UN FUTURO PIÙ GRANDE E PIÙ BELLO E SOGNARE È POSSIBILE ANCHE QUANDO TUTTO SEMBRA DRAMMATICO E IRREVERSIBILE.

SOGNARE è ciò che fecero i tre giovani confinati a Ventotene. Nel 1941, in piena guerra e sotto il fascismo, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni elaborarono il Manifesto per un’Europa libera e unita. In una situazione di privazione della libertà, seppero immaginare una libertà più grande: un’Europa capace di superare i nazionalismi che la stavano massacrando,. Quel sogno è diventato realtà per voi che oggi siete cittadini liberi di un’Europa senza confini e barriere nazionali. È questo uno degli insegnamenti più importanti che possiamo raccogliere dalla loro esperienza: resistere non significa soltanto opporsi a ciò che minaccia la libertà, ma anche avere il coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste. I confinati di Ventotene, mentre il presente sembrava chiuso dalla guerra e dalla dittatura fascista, pensarono al futuro. I partigiani, mentre combattevano per liberare il Paese, pensavano alla democrazia che sarebbe venuta dopo.

Alle nuove generazioni di oggi si prefigura una responsabilità diversa, ma non meno importante: riconoscere i rischi del proprio tempo e trasformare la consapevolezza in partecipazione. La tecnologia può diventare uno straordinario strumento di conoscenza e libertà, ma soltanto se rimane al servizio della persona e non sostituisce la sua capacità di scegliere. La cultura può aprire mondi oppure chiuderli, a seconda che alimenti il dubbio, il confronto e la conoscenza oppure la paura, il conformismo e l’intolleranza.

La lezioni della Resistenza, allora, non consiste nel ripetere il passato, ma nel raccoglierne il significato. Ogni generazione incontra forme diverse di rischio e di ingiustizia, e ogni generazione è chiamata a decidere quale atteggiamento assumere. I giovani partigiani scelsero di non consegnare il proprio futuro alla dittatura. I giovani confinati di Ventotene scelsero di pensare un’Europa che ancora non esisteva. Ai giovani di oggi spetta il compito di scegliere quale società costruire resistendo agli inganni e alle manipolazioni. Resistere, ieri come oggi, significa dunque non rinunciare alla propria libertà di pensare, di scegliere e di immaginare. Significa sapere che il futuro non è qualcosa che semplicemente accade: è qualcosa di cui ciascuno è protagonista con il proprio insostituibile contributo.

Care ragazze e cari ragazzi, mentre mi appresto a darvi la parola, ringrazio i docenti e i Dirigenti Scolastici che hanno favorito la vostra presenza questa mattina. Con tutti gli auspici migliori per il vostro e il nostro futuro, vi auguro che la Costituzione Italiana, nata dalla lotta di liberazione dalla dittatura fascista (di cui vi abbiamo fatto dono) possa illuminarvi il cammino, essere il vostro faro, la via maestra per la costruzione di un mondo migliore.””

Dopo la cerimonia a Colle San Marco, preceduta dalla deposizione di due corone d’alloro in piazza Fausto Simonetti e in piazza Roma, una delegazione dell’Anpi provinciale, con la presidente Forlini, ha deposto quattro corone d’alloro presso gli altri cippi che ricordano il sacrificio dei partigiani della Brigata Patrioti Piceni Colle San Marco: a Giammatura, a San Giacomo, a Cerqueto e a Pagliericcio.