Archivio per ‘Interventi’ categoria

I drappi della vergogna e il ruggito dei perdenti

20 settembre 2018

Passeggiando per le vie del centro storico di Ascoli Piceno cittadini e turisti possono imbattersi in un anacronistico e ridicolo spettacolo. Da una finestra di una torre in piazza Ventidio Basso, ad angolo con via dei Soderini, garrisce al vento, con tanto di stemma e corona, una bandiera sabaudia, mentre in corso Mazzini, presso la fontana dei Cani, le finestre di un appartamento al primo piano sono paludate da ben sei bandiere della Repubblica di Salò.
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Questi due simboli, oltre al funesto periodo storico che rappresentano, hanno in comune altre particolarità. Entrambi hanno disonorato l’Italia: la bandiera dei Savoia per l’appoggio al fascismo da parte della monarchia e per la precipitosa fuga dell’ultimo regnante all’indomani dell’ 8 settembre; il vessillo dei repubblichini di Salò perché era lo stendardo di quei traditori del popolo italiano che, dopo la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Badoglio nell’ottobre del ’43, combatterono a fianco dei nazisti, macchiandosi dei peggiori crimini contro civili inermi, compresi donne e bambini.
Due vessilli della vergogna, sconfitti ed ammainati dalla Storia che, per pudore e decoro cittadino, dovrebbero essere rimossi da chi di dovere. (Magari la DIGOS, così solerte a Venezia nel fermare l’attrice Ottavia Piccolo perché indossava un fazzoletto dell’ANPI, potrebbe questa volta, a buon titolo, intervenire).

L’ultimo Partigiano di Acquasanta Terme

4 settembre 2018

CCEF5820-D823-4DCE-B715-2792DCB32250E’ morto il 3 settembre l’ultimo partigiano di Acquasanta Terme. I funerali si terranno oggi 4 settembre alle ore 16 presso la chiesa di San Lorenzo in Paggese. Con lui se ne va uno degli ultimi testimoni della Resistenza.l Giuseppe Tosti classe 1923 ha avuto una gioventù’ alquanto movimentata. Dopo aver compiuto il servizio di leva nel 1941 fu chiamato alle armi nel 1942 e inviato in Albania, sbandatosi dopo ‘8 settembre, ha combattuto con la divisione Partigiana ‘Gramsci’ . Riconosciuto Partigiano Combattente, nel 1979 gli fu concessa la croce al merito di guerra. Per una vita ha svolto il lavoro di portalettere e perciò conosciutissimo in Acquasanta Terme e nell’alta valle del Tronto. Due anni fa ha ricevuto la medaglia d’oro in ricordo della Guerra di Liberazione concessa dal Presidente della Repubblica. Da sempre uomo di sinistra, sul pennone del suo orto sventola ancora la bandiera del PD, ricopriva attualmente la carica di presidente della sezione ANPI di Acquasanta Terme. ONORE e GLORIA ai Combattenti per la LIBERTA’!

Comitato Antirazzisti Piceni, il comunicato contro il vile oltraggio alla celebrazione della liberazione di Ascoli dal nazi-fascismo

21 giugno 2018

Oggi, 18 giugno 2018, 74esimo anniversario della liberazione della città di Ascoli Piceno dal nazi-fascismo assistiamo ad un atto vile ed incommentabile ai danni della democrazia e della nostra città che, si ricorda, è insignita – come la Provincia – della Medaglia d’Oro al Valor Militare per Attività Partigiana.image

Dei facinorosi, nel corso della notte, hanno imbrattato i manifesti relativi alla ricorrenza e alle relative iniziative organizzate con delle svastiche (affissioni in corso Vittorio Emanuele, Ascoli Piceno).svastiche

Chiediamo un urgente e significativo intervento delle istituzioni, che tra l’altro patrocinano l’evento di oggi, al fine di stigmatizzare l’accaduto ed intervenire contro ulteriori atti vandalici che sono lesivi della dignità della città di Ascoli Piceno e di quanti hanno perso la vita affinchè fosse liberata.

Comitato Antirazzisti Piceni

Migranti, il nuovo “nemico” del fascismo nostrano

14 giugno 2018

Grazie alla pressione crescente della propaganda la percezione diffusa riguardo i migranti è di sospetto, diffidenza, discriminazione, razzismo.

Si grida all’emergenza migranti, pur non avendo la questione ormai nulla di straordinario ed improvviso e pur mantenendosi i flussi migratori degli ultimi anni relativamente stabili e prevedibili.

Si afferma stiamo assistendo a un’invasione di migranti o, addirittura, a una sostituzione etnica della popolazione, pur essendo i migranti appena il 7% della popolazione dell’Unione Europea.

Si dice i migranti tolgono il lavoro agli italiani, anche se è noto che essi svolgono prevalentemente lavori non qualificati che gli italiani non sono disposti ad accettare.

Si dichiara la crisi economica è colpa dei migranti, anche se sono consistenti i benefici economici prodotti dagli stranieri in rapporto ai costi, incluse le spese di giustizia e sanitarie.

Si accusano i migranti di essere nullafacenti e delinquenti anche se i residenti in Italia danno un contributo culturale, economico, previdenziale, demografico, molto positivo.image

Si minaccia di rispedirli subito a casa al grido non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano, senza valutare le catastrofiche conseguenze sociali, economiche e di violazione dei diritti umani, per loro e per il nostro Paese.

Si minaccia la pacchia è finita ai migranti nonostante esistano testimonianze e rapporti sulle condizioni di grave violazione dei diritti umani dei profughi che sostano in Libia e dei molti paesi di provenienza.

Si sente ripetere regalano trenta euro al giorno ad ogni immigrato ma la verità è che ricevono 2,5 euro al giorno e che il resto va alle strutture che assicurano i servizi di accoglienza.

Si dice macché poveri e disperati; questi sono falsi profughi, non sono poveri e non scappano dalla guerra né dalla fame, nonostante molti di loro abbiano diritto, in base agli standard internazionali, allo status di rifugiato.

Si dice genericamente migrante omettendo, in un’ottica assimilazionista, l’identità nazionale dei profughi, nonostante ciascuno di loro vanti una nazione e/o una comunità di provenienza con caratteristiche precipue.

Si parla di accoglienza ai migranti in chiave dispregiativa gridando all’assistenzialismo come fenomeno degenerativo della politica di sostegno promossa dallo stato, omettendo l’enorme impegno profuso fino ad oggi nei soccorsi e nell’accoglienza. salvini
Si assicura un collegamento sempre più intenso tra migrazione e terrorismo nonostante la quasi totalità degli attentati terroristici compiuti in Europa siano stati eseguiti da cittadini europei.

Si pongono questioni francamente razziste come: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate, nonostante il tragico passato razzista dell’Italia.

Si gridano falsi allarmi come l’immigrazione minaccia l’Europa e la cultura cristiana, e l’Unione Europea deve concentrare l’attenzione sulla protezione dei suoi confini, nonostante le infauste ombre di un passato nazi-fascista gravi sull’Europa.

Si progetta di formare un asse Berlino, Vienna, Roma contro l’immigrazione irregolare (vi ricordate?), o di creare centri comuni fuori dai confini dell’Unione Europea destinati ai migranti, con sinistri richiami al recente passato.

Si urla no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina facendo credere che politiche precedenti non abbiano rincorso i medesimi obiettivi e che slogan semplicistici possano sostituire la complessità della politica e dei negoziati.

Si chiudono illegalmente i porti alle navi cariche di migranti, giocando con la vita e la morte delle persone e utilizzando la loro sofferenza, dichiarando di risolvere un problema politico.

Tutto questo si dice e si fa interpretando, manipolandolo, il pensiero del popolo italiano e, per così dire, agendo in suo favore. Sono orgogliosamente populista si dice esaltando in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di questi nuovi valori esaltati come positivi ma che sono una dilatata e diffusa percezione di sospetto, diffidenza, discriminazione, razzismo.

Tutto questo si dice e si fa, anche se potrebbe comportare la violazione di norme nazionali e internazionali che regolano il salvataggio delle persone in mare e la gestione dei flussi migratori, la Costituzione italiana e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
salvini-padre-migranti-408x512Sotto la pressione della descritta crescente propaganda falsa e razzista che sta diventando una nuova pericolosa verità popolare, alcune istituzioni italiane ed europee sembrano rigettare i loro stessi principi fondanti nati dalle ceneri della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale. Non dimentichiamo che cacciate, espulsioni, ghetti, confini, insieme a tentativi di assimilazione e integrazione forzate, sono stati sperimentati innumerevoli volte nel corso dei secoli in occidente con effetti disastrosi.

Ci appelliamo alle istituzioni e all’opposizione affinché prevalga la verità oggettiva e non il pregiudizio e perché si avvii una riflessione seria, basata sul principio del federalismo culturale, che valorizzi il principio di vivere uniti nella diversità, secondo le indicazioni dell’Unione Europea.

Macerata, allarme democratico

3 maggio 2018

COMUNICATO STAMPA

L’ANPI Provinciale di Ascoli Piceno esprime solidarietà e vicinanza all’ANPI e alla cittadinanza di Macerata per l’inaccettabile situazione di questi giorni.
Riteniamo necessaria e irrinunciabile una presa di posizione inequivocabile da parte delle Istituzioni nel rispetto dei principi dettati dalla Costituzione repubblicana sgorgata dal sacrificio di tutti gli Italiani. Uniti si batterono e morirono per sconfiggere quel regime violento e liberticida che oggi, con tracotanza, viene evocato da formazioni giovanili razziste, xenofobe, avvezze all’uso della violenza e della prevaricazione.
Auspichiamo che, nel rispetto della Costituzione e della Storia più nobile del nostro Paese, le Istituzioni democratiche maceratesi sappiano delimitare gli spazi di azione di questi soggetti che rivendicano senza pudore la condivisione di principi fascisti.
La revoca dell’autorizzazione è indispensabile per ristabilire il principio che delegittima chiunque compia apologia di fascismo.
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Ascoli Piceno, 3 maggio 2018
Il Comitato Provinciale
ANPI
Ascoli Piceno