A Castignano bivio Capradosso c’è un grande albero : una quercia con un fusto di quasi 4 metri di
circonferenza ed una chioma di 20 metri di diametro da sempre chiamato l’albero dei Villa.
Era un albero dove la famiglia appoggiava le fascine di legna da ardere per l’inverno ma il 16 giugno del 1944 alla sua base vennero fucilati dai nazifascisti in ritirata Emidio Lucidi, Luigi Cicconi, Giuseppe e Domenico Villa. Fu una rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco, ma per fortuna il comandante del reparto tedesco non applicò alla lettera la legge del Reich che prevedeva l’uccisione di 10 italiani per ogni tedesco.
Oggi si è svolta la commemorazione di quel tragico episodio, alla presenza del sindaco Fabio Polini, del vicepresidente provinciale ANPI Giuseppe Parlamenti, dell’Avv. OLIVIERI che ha recentemente vinto la causa di risarcimento contro la Germania per gli eccidi, di una folta schiera di cittadini e di don Gabriele Silvestri che ha benedetto il cippo. Don Gabriele, in tenera età è stato testimone oculare dell’eccidio.
ECCIDIO DI CASTIGNANO
Giugno 16th, 2017 Nessun commento »COMMEMORAZIONE UCCISIONE DONGHI E DI COLA
Giugno 15th, 2017 Nessun commento »Oggi 15 giugno 2017, a Favalanciata di Acquasanta Terme con la presenza del Gonfalone comunale di Arquata del Tronto scortato dal Sindaco Aleandro Petrucci e dal suo vice Michele Franchi, del Gonfalone di Acquasanta Terme scortato dall’Assessore Alessandro Cortellesi, abbiamo ricordato il sacrificio di Giuseppe Donghi e Fedele Di Cola.
LA STORIA
Il 15 giugno 1944 lungo la Salaria si era rovesciato un camioncino con diversa merce. Alcune persone erano scese sul greto del fiume per vedere cosa si poteva recuperare… in tempo di estrema indigenza…. Giuseppe Donghi invece era intento al suo lavoro di guardia canale con tutto l’armamentario di stivaloni in gomma. Passò un sidecar con due tedeschi e, forse pensando si trattasse di partigiani – ma in effetti non lo erano – fermò con le armi spianate quattro di quelle persone tra cui il Donghi e il Di Cola. Dopo aver percorso sulla Salaria diverse centinaia di metri, senza motivo, scaricarono su di loro raffiche di mitra. Due degli sfortunati si salvarono buttandosi a capofitto verso il fiume, Donghi – che era alto e grosso – fu colpito al petto e morì immediatamente. Di Cola invece ferito gravemente, forse alle gambe e all’addome fu sentito gridare di dolore per diverso tempo. Ma nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi, finché non morì anche lui. Questa era la logica o meglio la illogica dei nazisti ormai in ritirata scomposta verso la Germania: uccidere anche senza alcun motivo.
COMMEMORATI a SBT NEUTRO e SALVATORE SPINOZZI e ELIO FILENI Brig. CC
Giugno 12th, 2017 Nessun commento »In località Ponterotto , sulla strada per Acquaviva Picena, soldati tedeschi uccisero i cugini Neutro e Salvatore Spinozzi insieme al brigadiere dei Carabinieri Elio Fileni. Sono stati commemorati oggi con l’omaggio di una corona d’alloro, con la presenza del Gonfalone Comunale scortato dai vigili, dal consigliere comunale Carmine Chiodi, delegato del sindaco, del Presidente della sezione ANPI di San Benedetto prof. Antonio Bruni, del vicepresidente provinciale ANPI Giuseppe Parlamenti – in rappresentanza del Presidente Perini – di Annelisa Nebbia figlia del famoso Comandante, di numerosi antifascisti e del Presidente regionale dell’Associazione Carabinieri in Congedo. Dopo gli onori ai caduti, il prof. Bruni ha rievocato brevemente la tragica sequenza dei fatti.