I martiri di Offida

14 giugno 2021 Nessun commento »

Stamattina una delegazione dell’ANPI provinciale di Ascoli Piceno ha ricordato, in contrada Lava di Offida, il sacrificio dei tre Partigiani Cesare, Antonio e Luciano Gabrielli.
Le tre vittime erano sfollate dalla contrada Ragnola alla contrada Lava, dove un loro parente gli aveva messo a disposizione una piccola casa colonica. Nella zona si trovava uno dei capisaldi della famosa Rat- line (“linea del sorcio” perché fatta a zig zag), comandata dal maggiore scozzese Mc Kee, che aveva lo scopo di assistere i P.O.W. alleati, fuggiti dai campi di concentramento dopo l’8 settembre per condurli in salvo oltre il fronte tedesco, nelle linee alleate. Essa offriva fermate ristoro vigilate a Offida, Appignano, Porchia, Cupramarittima. Quella di Offida era a casa dell’ingegner Luigi Stipa, inventore del motore a reazione. I Gabrielli aiutarono come poterono i prigionieri fuggiti e i partigiani della zona.0007056D-CBF2-4371-B520-797A05928D1F
Il 14 giugno 1944, durante la ritirata, truppe tedesche provenienti da Castel di Lama si fermarono a Offida, cercando rifugio nelle case di campagna, pretendendo vitto, alloggio e generi alimentari da portare con sé. Alcuni soldati entrarono anche nella casa dove si trovavano i Gabrielli, proprio mentre Luciano stava cercando di nascondere due bombe a mano che avrebbe dovuto consegnare ai partigiani. A quel punto, tra le grida e le preghiere delle donne, i tre Gabrielli furono prelevati e, insieme ad altri due contadini, fatti incamminare verso Castel di Lama, sotto la sorveglianza di tre SS a cavallo e con le armi spianate. Fermatisi presso una casa colonica per ristorarsi, mentre i tedeschi si rifocillavano, i due contadini riuscirono a fuggire. Presso quella stessa casa i tre giovani Gabrielli, alle prime luci della sera, furono invece uccisi con raffiche di mitra.
Elenco delle vittime decedute:
Gabrielli Cesare, n. 13/12/1899 Offida, figlio di Nazzareno e Marchetti Maria, sposa Pulcini Annunziata e ha due figli: Luciano e Maria, che quell’anno avrebbe dovuto frequentare la prima elementare; lavorava presso la Fornace di Ragnola. Qualifica Partigiano caduto, banda Stipa (15/11/1943 – 14/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata. D94A07CC-7710-4DB3-8DA6-7E4400158C2A
Gabrielli Antonio, n. 07/09/1904 a Monteprandone, figlio di Nazzareno e Marchetti Maria, sposa Pulcini Isolina, ha un figlio di nome Nazzareno, muratore. Qualifica Partigiano caduto, banda Stipa (15/11/1943 – 14/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata.
Gabrielli Luciano, n. 13/12/1923 a Monteprandone, figlio di Cesare e Pulcini Annunziata, lavorava presso la Stazione ferroviaria di Porto d’Ascoli, qualifica Partigiano caduto, banda Stipa (15/11/1943 – 14/06/1944), grado Comandante distaccamento – Sotto tenente, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata.
(Scheda a cura di Chiara Donati)

Verso il 18 giugno, coloriamo la città con le immagini della Liberazione

11 giugno 2021 Nessun commento »

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6 giugno 1944, Buon CompleANPI!

3 giugno 2021 Nessun commento »

L’ANPI fu formalmente costituita il 6 giugno 1944, a Roma, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Il 5 aprile del 1945, con il decreto luogotenenziale n. 224, le veniva conferita la qualifica di Ente morale che la dotava di personalità giuridica, promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei Partigiani. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata. Tra questi: riunire in un’associazione tutti coloro che, combattendo contro i nazifascisti, hanno contribuito a restituire al Paese una piena libertà e a favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo; valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei Partigiani; far valere e tutelare il diritto acquisito dei Partigiani stessi a partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese; promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione. 74389EE7-C09A-4C62-B127-5D6E7E245D00
Per celebrare questo 77’ anniversario, l’Anpi di Ascoli Piceno vi invita a partecipare, con le cautele imposte dalla crisi sanitaria, alle commemorazioni previste in mattinata, nella giornata del 6 giugno, con inizio alle ore 9,30, in memoria dei Partigiani caduti il 6 giugno 1944 per mano fascista.
Una corona d’alloro verrà depositata ai piedi del cippo che ricorda il sergente maggiore Francesco Ciotti, trucidato dai fascisti sulla strada per Venagrande, prima del ponte sul torrente Chiaro.
Subito dopo ci recheremo nella Zona industriale, dinanzi allo stabilimento ex-NovICO, per deporre una corona ai piedi del cippo che ricorda i Partigiani Fausto Simonetti, Jacob Eliczer e Ottavio Baccari, barbaramente trucidati dai fascisti.
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Arruolatosi nel 1939 in Aeronautica come aiutante sanitario, durante la guerra Fausto Simonetti fu mobilitato sul Fronte occidentale e in Libia. Rientrato in Italia nel febbraio del 1943, al momento dell’armistizio si trovava con il suo reparto in provincia di Foggia. Decise di tornare ad Ascoli ed entrò nella Resistenza, aggregandosi ad una formazione composta in gran parte da militari sbandati, che operava a ridosso della città e che il 3 ottobre affrontò, a Colle San Marco, soverchianti truppe tedesche.
Nello scontro caddero venticinque partigiani, quattro furono feriti e sessanta furono fatti prigionieri. Simonetti, riuscito a sottrarsi alla cattura, continuò ad essere tra gli organizzatori della Resistenza locale, curando il collegamento del Comando dell’VIII Armata alleata con le basi delle Marche e dell’Abruzzo. Nel giugno del 1944 il giovane aviere, come è ricordato nella motivazione della 52403779-93B5-45FB-87BF-7AEA705C1566
Il giovane aviere Fausto Simonetti, come è ricordato nella motivazione della Medaglia d’oro, “… attivamente ricercato dai nazifascisti cadeva, per delazione, in un’imboscata. Catturato e sottoposto a minacce e torture, nulla rivelava circa i dislocamenti e l’organizzazione delle forze partigiane della zona. Esasperati dal contegno fiero e sprezzante, i suoi aguzzini lo fucilarono finendolo, mentre agonizzava, a colpi di calcio di fucile. Fulgido esempio di tenacia, sprezzo della vita e di assoluta dedizione agli ideali di Patria e di libertà”.

Ciao Egidia, partigiana “postina”

27 maggio 2021 Nessun commento »

Ci ha lasciato la Partigiana Egidia Coccia.
Egidia fece la sua scelta giovanissima, a 19 anni abbracciò la lotta armata per la libertà, iniziando a trasportare di notte, con i somari, le armi per rifornire i partigiani fuggitivi tra il monte Ascensione e l’area di Castignano. Detta “la Postina”, non solo perché recapitava documenti, ma per la sua abilità nel decodificare l’alfabeto Morse. Il suo ruolo divenne insostituibile . F432920B-EAB6-4547-8F55-68DD661F1047

Lo spirito combattivo, la fermezza nel condannare l’orrore del regime nazifascista, la disponibilità a condividere la memoria partigiana, sono i caratteri che hanno contraddistinto la figura di Egidia fino ai suoi ultimi giorni.
Presidente ad honorem della sezione ascolana ANPI, con la sua vita intensa, pronta ad incoraggiare i giovani e a dividere con loro un messaggio di fiducia nel futuro, è stata un fulgido esempio di coerenza e coraggio, di indipendenza ed emancipazione, di ribellione ai fascismi vecchi e nuovi, per affermare sempre e comunque i valori della libertà, della solidarietà, della democrazia.
Grazie, Egidia per quello che hai donato, per quello che ci hai insegnato.

Uniamoci per salvare l’Italia, l’appello dell’ANPI a tutti i partiti, sindacati, movimenti e associazioni democratiche e antifasciste che hanno a cuore il futuro del nostro Paese

25 maggio 2021 Nessun commento »

Nel gennaio del 2021, l’ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA ha lanciato un appello alle associazioni, ai movimenti, ai partiti e ai sindacati nazionali per dar vita ad una grande alleanza democratica e antifascista “per la persona, il lavoro e la socialità, mettendo a valore ogni energia disponibile dell’associazionismo, del volontariato, del Terzo settore, del movimento sindacale, della cooperazione, delle giovani generazioni, del mondo della cultura, dell’informazione, delle arti e della scienza, della società civile, della buona economia, col sostegno delle istituzioni e dei partiti democratici. Un’alleanza che guardi al dramma presente attraverso i valori della solidarietà e della prossimità promuovendo una nuova cultura politica dell’ascolto e dell’incontro, ma guardi anche al
futuro, affinché l’Italia del dopo Covid non sia la restaurazione dei vecchi e fallimentari modelli economici e valoriali, ma si avvii verso il cambiamento sulla strada tracciata dalla Costituzione.CA3336B2-9A99-4568-955F-3C96384CAB28
”L’appello ha raccolto le adesioni di moltissimi soggetti: ACLI • ANED • ANPPIA • ARCI • Articolo 1 • Articolo 21 • ARS • CGIL • CISL •Comitati Dossetti • CDC • CUS • Federazione dei Verdi • FIAP • FIVL •
Fondazione CVL • Istituto Alcide Cervi • Legambiente • Libera • Libertà e Giustizia • M5S • PD • PRC • Rete della Conoscenza • 6000sardine • Sinistra Italiana • UIL • UDU.

A questi si sono aggiunte tantissime adesioni a livello individuale e locale (un elenco completo e aggiornato è reperibile sul sito www.anpi.ti).

Essendo nostra intenzione “calare” l’iniziativa anche a livello locale, coinvolgendo in questo ambizioso ma necessario progetto tutte quelle realtà locali che affondano le loro radici negli stessi valori di democrazia, solidarietà e antifascismo dettati dalla Costituzione, abbiamo invitato tutti i soggetti interessati a questo percorso a sottoscrivere l’appello e a partecipare ad un primo incontro, che avrà luogo, in modalità on-Line, venerdì 28 maggio, alle ore 21,00 (il link di accesso sarà trasmesso ai soggetti invitati) al fine di programmare iniziative comuni di mobilitazione.
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Tra le prime iniziative comuni, promuoviamo di celebrare, insieme a tutti coloro che vorranno aderirvi, la giornata del 18 giugno 1944, Liberazione di Ascoli dal nazifascismo, nel modo più ampio e partecipato possibile, per dare un forte segnale di risposta alle politiche territoriali di stampo reazionario e neofascista.