Archive for the ‘Iniziative’ category

Adriano Cinelli e Concetta Cafini, tornano le loro targhe alla ex caserma Vecchi

Maggio 2nd, 2026

Dopo il restauro dell’intero immobile della ex caserma Vecchi, in c.so V. Emanuele, sono state ricollocate le due targhe in travertino in memoria di Adriano Cinelli e Concetta Cafini, caduti il 12 settembre 1943 sotto i colpi delle truppe tedesche di passaggio ad Ascoli Piceno.
L’appuntamento, per deporre una corona d’alloro in loro ricordo, è per il 12 settembre 2026.

Onore ai partigiani Rabitti e Marini

Maggio 1st, 2026

Anche quest’anno una delegazione dell’Anpi provinciale di Ascoli Piceno ha reso onore alla memoria dei partigiani Marcello Marini e Mario “Modena” Rabitti, di appena diciannove anni, fucilati dai fascisti ascolani il 1 maggio 1944 fuori porta Romana (la loro storia nel post precedente).

Il 1’ maggio a Porta Romana, in ricordo di Marcello Marini e Mario Rabitti, partigiani trucidati dai fascisti il 1’ maggio 1944

Aprile 29th, 2026

Venerdì 1’ maggio saremo a Porta Romana, nei pressi della pesa pubblica, alle ore 9,30, per ricordare la fucilazione, per mano fascista, dei partigiani Marcello Marini e Mario Rabitti.
I partigiani Rabitti e Marini operavano con la banda Decio Filipponi, al comando di Dario Rossetti, nome di battaglia Rani d’Ancal. La sera del 27 aprile parteciparono a un’azione nel piccolo centro di Falerone, dove una volta bloccati tutti gli accessi, furono rese inutilizzabili le automobili civili che erano state requisite dai tedeschi, ma che non erano ancora state portate via perché mancavano delle gomme. Furono inoltre organizzati dei posti di blocco sulle strade vicine al paese, per affermare il controllo del territorio. Tuttavia l’inesperienza e l’ingenuità fu fatale per i due membri del gruppo: Marini e Rabitti il 30 aprile fermarono una macchina sospetta nei pressi di Penna San Giovanni. I due occupanti dichiararono loro che stavano per raggiungere il proprietario dell’autovettura a Piane di Falerone, pertanto i partigiani salirono e decisero di verificarlo di persona. In realtà il proprietario era uno dei due uomini, che alla fine li condusse dalla milizia fascista che quel giorno era riunita a Piane per proteggere un raduno di bestiame per i tedeschi. I partigiani furono catturati, trasferiti ad Ascoli Piceno. Preoccupato per la vita dei suoi compagni, Rani d’Ancal e un partigiano slavo catturarono due repubblichini provenienti da Ravenna, nel tentativo estremo di uno scambio alla pari tra prigionieri. La proposta gappista giunse ai comandi fascisti di Ascoli e di Fermo quando i due sfortunati erano stati ormai fucilati senza processo. Alla notizia, Rani d’Ancal ordinò l’immediata condanna a morte degli ostaggi.image
Due imprese su tutte resero celebre nel Fermano il nome di Rani d’Ancal: la completa evacuazione del campo di internamento di Servigliano nella notte tra il 7 e l’8 giugno 1944, dove erano rinchiusi gli ebrei dell’Ascolano, ai quali si erano aggiunti nel febbraio 1944 circa 300 maltesi, e della cittadina di Montegiorgio. Oltre a ciò, la lotta alle spie condotta dai gappisti agli ordini di Rani d’Ancal produsse un numero elevato di prigionieri, indurì la stima della popolazione locale verso il comandante montecarottese e, soprattutto, impedì deportazioni e rappresaglie di civili.
Dopo la liberazione, Dario Rossetti fece ritorno a Montecarotto e con il matrimonio spostò la residenza ad Ancona, dove vi rimase fino alla fine dei suoi giorni.
Le Bande Decio Filipponi facevano parte delle brigate d’assalto “Garibaldi” e il battaglione gappista Rani risultò il più insidioso tra le forze partigiane della bassa collina marchigiana. Dei tre nuclei “Filipponi”, la banda d’Ancal era attiva nella zona di Sant’Angelo in Pontano, Montappone, Massa Fermana e Loro Piceno. Le altre due formazioni erano guidate da Giovanni Iommi, destinato alla zona di Servigliano, Penna San Giovanni, Falerone, e da Ercole Ercoli, presente prevalentemente nella zona di Mogliano.

Il 25 Aprile a San Benedetto del Tronto

Aprile 26th, 2026

Il 25 Aprile a Offida

Aprile 26th, 2026

Pubblichiamo il testo del nostro intervento di ieri alla cerimonia del 25 aprile di Offida.

25 aprile 2026

Buon 25 aprile ai ragazzi e alle ragazze, agli uomini e alle donne che oggi si sentono intimamente connessi con quei ragazzi e quelle ragazze che quasi un secolo fa liberarono l’Italia dal nazifascismo e scelsero di diventare partigiani a rischio della loro vita e di quella dei loro cari.

Buon 25 aprile alle milioni di persone che negli ultimi mesi sono stati protagonisti di una rivolta morale, che sono scesi nelle piazze e nelle strade per fermare il genocidio di Gaza, e che così facendo hanno restituito dignità al nostro Paese, il cui governo è stato ed è ancora complice di un genocidio.

Buon 25 aprile a chi oggi dice no al riarmo, a chi non crede alla propaganda che ci vuole perennemente in guerra contro nemici immaginari.

Buon 25 aprile a chi rifiuta il razzismo, non solo quello strisciante nella società ma anche quello delle istituzioni italiane ed europee che lasciano annegare ogni anno migliaia di persone nel Mar Mediterraneo. Buon 25 aprile agli equipaggi di mare e di terra che quelle persone le soccorrono e le aiutano.

Buon 25 aprile ai ragazzi e alla ragazze di tutto il mondo che si battono per la pace, l’uguaglianze, il rispetto del diritto internazionale, la difesa dell’ambiente e la giustizia climatica, che sono questioni profondamente collegate tra loro. Buon 25 aprile a loro, perché sono i Partigiani della nostra epoca.

Buon 25 aprile a chi va al Cimitero Partigiano di Pozza e Umito, a chi sale sul Colle San Marco, a chi porta un fiore alle decine di lapidi di partigiani e civili trucidati dai fascisti nel nostro territorio, anche a Offida, anche a Cesare, Antonio e Luciano Gabrielli, uccisi il 14 giugno del 1944 in Contrada Lava per aver scelto la parte giusta della storia.

Buon 25 aprile a chi ogni anno si reca alla casa del nostro concittadino Luigi Stipa, che fu una base della Resistenza in questo territorio.

Buon 25 Aprile oggi che, accanto alla Liberazione, celebriamo gli 80 anni dalla vittoria della Repubblica, dalla conquista del voto alle donne e dalla nascita dell’Assemblea Costituente.

Buon 25 aprile ricordando che l’antifascismo non ha avuto solo una funzione oppositiva, ma soprattutto generativa, e ha costruito una repubblica più giusto ed equa, anche se quel lavoro di costruzione viene continuamente minato. Buon 25 aprile, perché i Partigiani ci hanno insegnato che nessun diritto è per sempre e bisogna lottare ogni giorno per difenderli e conquistarne di nuovi.

Buon 25 aprile a chi ogni giorno nei luoghi di lavoro e nella società si spende per far vivere i valori dell’antifascismo, a chi mette in pratica l’articolo 3 della nostra Costituzione, che recita che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Buon 25 aprile soprattutto a chi applica il secondo comma di quell’articolo, che prescrive che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Anpi – Sezione “Partigiani Gabrielli”