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«In questo Paese – ricorda ancora Smuraglia – spesso si tenta di negare il fascismo come esperienza terribile. Questo avviene anche indirettamente, per esempio nei confronti di alcune festività che sembrano di rito solo a chi non ne condivide il ruolo identitario, unificante, non ideologico. Ricordiamo di quando si disse che del 25 Aprile si poteva fare a meno? Ecco che rendere indiscutibile il 25 Aprile significa essere d’accordo che l’atrocità dell’esperienza nazi-fascista non si ripeta. Ecco allora che rifiutare di riconoscersi nell’antifascismo appare una scelta, questa sì, ideologica».
L’ANPI provinciale di Ascoli Piceno lancia una campagna su Facebook perchè venga oscurato il sito di un sedicente gruppo denominatosi “Ascoli, fascismo, rivoluzione” che, attraverso il richiamo alla passione sportiva per il calcio veicola messaggi che si rifanno ad idee di violenza e razzismo.
Nel richiamare il Prefetto e il Questore di Ascoli Piceno a vigilare su questi episodi costituenti reato di apologia del fascismo, abbiamo pubblicato sul nostro profilo il seguente post, invitando tutti i nostri contatti a collaborare:
L’ANPI INVITA TUTTI I SUOI CONTATTI DI FB A SEGNALARE IL SITO SOTTOSTANTE PERCHE’ VENGA RIMOSSO DAL SOCIAL NETWORK.
PER FARE LA SEGNALAZIONE BASTA COLLEGARSI AL PROFILO E CLICCARE SULLA PICCOLA ICONA A FORMA DI RUOTA DENTATA A FIANCO DEL PULSANTE “MESSAGGI”, CLICCARE POI SU “SEGNALA A FACEBOOK” PER I CONTENUTI DEL SITO.
PIU’ SEGNALAZIONI ARRIVERANNO PIU’ AVREMO LA POSSIBILITA’ DI CANCELLARE UNA PAGINA CHE OFFENDE LA CITTA’ DI ASCOLI, MEDAGLIA D’ORO AL V.M. PER ATTIVITA’ PARTIGIANA.
LO STESSO NOME DEL SITO COSTITUISCE DI PER SE’ UNA VIOLAZIONE DELLE LEGGI CHE CONSIDERANO REATO L’APOLOGIA DEL FASCISMO.
DIAMOCI DI FARE, RISPEDIAMO NELL’OMBRA I FANTASMI DELLA STORIA.
http://www.facebook.com/pages/Ascoli-Fascismo-Rivoluzione/154360171286519?fref=ts
L’ANPI dice no alle provocazioni neofasciste. Questa in sintesi la presa di posizione dell’Anpi di fronte alle ennesime provocazioni “nere”.
“L’ANPI – ha dichiarato il presidente dell’Anpi milanese, Roberto Cenati – esprime la propria indignazione e la propria ferma condanna del grave gesto compiuto nella notte tra venerdì e sabato 5 gennaio ai danni della lapide posta in via Guerzoni, dedicata ai partigiani caduti nella lotta di Liberazione contro il nazifascismo e ai caduti nella difesa della Repubblica spagnola contro il franchismo”.
“Nel pomeriggio di sabato 5 gennaio – ricorda Cenati – è stata danneggiata anche la lapide dedicata ai fratelli Giulio e Mario Casiraghi, situata a Sesto San Giovanni, in via Marconi. Non c’è pace per il monumento sestese, già oggetto di un analogo episodio il 9 ottobre 2012. Queste ennesime provocazioni neofasciste, precedute il 2 dicembre 2012 dall’aggressione di un militante di un centro sociale milanese da parte di un gruppo di naziskin, si inseriscono nel rifiorire a Milano e in Provincia di movimenti neofascisti e neonazisti, con l’apertura di nuove sedi e punti di riferimento”.
“L’ANPI Provinciale di Milano nell’esprimere la propria preoccupazione per il rinnovato manifestarsi di questi movimenti che si pongono in aperto contrasto con i principi e i valori sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, sottolinea l’urgenza di un impegno comune delle istituzioni, delle forze preposte alla difesa dell’ordine pubblico, dei partiti, dell’associazionismo democratico, dei cittadini, affinchè queste inaccettabili provocazioni neofasciste abbiano finalmente a cessare e diventino improponibili a Milano e a Sesto San Giovanni, Città Medaglia d’Oro della Resistenza”.