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Al via il tesseramento 2021

Febbraio 18th, 2021

TESSERAMENTO 2021
L’ANPI si riconosce nella Costituzione e ne condivide i valori ispiratori. La rispetta come la legge fondamentale del nostro paese e, come tale, i suoi articoli devono ispirare tutte le altre nostre leggi. I principi costituzionali vengono dal pensiero democratico europeo, dall’antifascismo, dalla Resistenza che li ha scritti con la lotta e il sacrificio dei suoi martiri. L’ANPI considera la Costituzione il fondamento di un moderno stato democratico sociale.
L’ANPI è per la pace tra i popoli e s’impegna insieme a partiti, sindacati, associazioni, amministrazioni locali, Parlamento e Governo affinché questo obiettivo venga raggiunto nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.
L’ANPI è di tutti i democratici antifascisti. Nel corso degli anni i giovani vi hanno aderito in gran numero e oggi rappresentano la maggior parte degli iscritti. Anche lo statuto dell’ANPI è stato modificato in questo senso e chi non ha fatto la Resistenza per motivi di età, ma ne condivide gli ideali e i valori, può ricoprire ruoli di dirigenza.
GENERAZIONE DOPO GENERAZIONE GLI STESSI VALORI 67A87CC1-3A7C-4644-87AB-5A1DA24F1828
ISCRIVERSI ALL’ANPI è per non dimenticare che la Resistenza è alla base della vita democratica del nostro paese e perché quei principi e quei valori, sostenuti e affermati dalle partigiane e dai partigiani, non invecchiano mai e sono sempre da sostenere per vivere in uno stato democratico, civile e che si batte per la pace tra i popoli.
Iscriversi all’ANPI è scegliere di sostenere attivamente quei valori, alla cui difesa e affermazione si può dare un contributo fattivo di crescita e impegno ed è anche condivisione e scambio tra diverse generazioni ed esperienze di antifascisti, quindi è importante che l’iscrizione sia alla sede ANPI più vicina al luogo di residenza.
Nella nostra provincia, oltre alla sezione del capoluogo, in piazza Fausto Simonetti (Palazzo della Provincia), sono attive le sezioni di San Benedetto del Tronto, Offida, Acquasanta Terme e Comunanza.
Per chi volesse effettuare il versamento per associarsi o rinnovare la tessera tramite bonifico bancario il nostro IBAN è il seguente: IT 61Q030 6913 5061 0000 0001 820 intestato a ANPI PROVINCIALE DI ASCOLI PICENO, dandone comunicazione tramite email all’indirizzo anpiascoli@gmail.com . Provvederemo a spedirvi la tessera a casa.
Il contributo per la tessera è pari ad euro 15,00 (quota ordinaria), euro 20,00 (quota sostenitore), euro 10,00 (quota ridotta per studenti).
È anche disponibile un interessante documento sui fatti, i luoghi e le pietre che parlano della Resistenza nell’ascolano. Il DVD realizzato da Marco Morganti, è il frutto di un minuzioso lavoro di raccolta, di studio e di recupero della memoria partigiana.
Aspettiamo le vostre adesioni.

Il Presidente provinciale
Pietro Perini

Giornata del Ricordo: contro i mistificatori della storia e gli opportunisti della bassa politica

Febbraio 11th, 2021

L’ANPI è affidataria della Memoria storica del sacrificio di donne e uomini che non hanno avuto paura di ribellarsi all’ oppressione nazi-fascista e, rischiando la loro stessa vita, hanno conquistato la libertà e la democrazia per il nostro Paese, condanna tutte le forme di violenza esecrabile compiuta dai regimi totalitari e liberticidi e difende incondizionatamente i valori universali quali la pace, il rispetto della vita umana e della sua dignità.D5AE42B0-9D92-4F57-BE71-6E900CA399EE
Per questa ragione non accetta che venga fatto un uso strumentale della verità storica da forze politiche, le quali giocando sulla contrapposizione ideologica raccontano eventi storici decontestualizzati e mistificati per colpire l’emotività, soprattutto delle giovani generazioni.
Il Giorno del Ricordo continua ad essere l’occasione dunque, non già per ricordare le vittime di un’inaccettabile persecuzione perpetrata da un regime totalitario e repressivo che ha fatto carne da macello di tutti coloro che vi si opponevano, bensì un’occasione per contrapporre uomini contro uomini in nome dell’orgoglio italiano e esaltare il fascismo come esempio di buon governo, magari in antitesi al regime comunista titino.
La Storia ricostruita in modo rigoroso ci dà conto della verità che, in quanto tale, non può confondere le vittime con i carnefici. Né può farsi sopravanzare dal solo racconto emozionale che non fornisce le coordinate giuste per capire lo svolgersi dei fatti, le responsabilità e le dinamiche sottese agli eventi stessi.
Non è moralmente corretto l’uso strumentale del racconto storico. La legge che istituisce il Giorno del Ricordo pone la conoscenza storica degli eventi accaduti come obiettivo fondamentale da perseguire nelle scuole, dunque, ai giovani studenti vanno forniti i presupposti per la pratica dell’indagine storica, allo scopo di conoscere e comprendere la verità in tutta la sua complessità e disporre di tutte le coordinate per poter elaborare un giudizio critico e autonomo.E393C656-6348-4479-BBB7-CE50BA2B2064
Al di là della ritualità commemorativa l’occasione data da una ricorrenza del calendario civile non deve servire per contrapporre crimini ad altri crimini in una logica di antagonismo ideologico. È immorale contrapporre vittime ad altre vittime per esacerbare l’orgoglio di essere italiani, tralasciando di menzionare le atrocità compiute proprio dagli Italiani in nome del fascismo. È disonesto raccontare pezzi di verità e ignorare le efferatezze, le violenze e le sopraffazioni perpetrate in quelle stesse terre da parte degli Italiani sulle popolazioni che quei luoghi avevano condiviso per secoli.
La memoria storica non può sostanziarsi solo di ricordi soggettivi, ma deve affondare le sue radici nella documentazione circostanziata e puntuale che, come tale, non tralascia e non deforma la reale entità degli accadimenti oggettivamente riscontrabili. Molti ricorderanno come alcuni anni fa, in un manifesto con il programma delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo campeggiasse una foto toccante che ritraeva uomini e donne in cammino forzato con le loro poche masserizie e la disperazione nei volti: si trattava però di una foto di slavi in fuga dalle persecuzioni fasciste italiane.44042A4B-5491-43FB-9E90-5C3A31042BFA
L’ANPI condanna e ritiene inaccettabile l’uso irresponsabile e fazioso della Storia da parte di chi inneggia al fascismo e ai suoi metodi, disconoscendone la crudeltà e la violenza, lo squadrismo come strumento di persuasione che ha mietuto migliaia di vittime nel nostro Paese, nell’arco del lungo ventennio.
L’Anpi condanna altresì che le vittime innocenti della terribile vicenda umana e politica del confine orientale italiano nella seconda guerra mondiale vengano manipolate per fini di proselitismo ideologico.
La Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo, fuori da ogni retorica celebrativa e fuori da ogni opportunismo partitico devono costituire occasione di conoscenza del passato che apra ogni giorno le nostre coscienze all’abominio degli orrori compiuti nel Novecento perché essi non si ripetano.

Firmiamo contro il fascismo!

Gennaio 14th, 2021

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Buon 2021!

Dicembre 21st, 2020

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La celebrazione del 3 ottobre 1943 nelle parole del Presidente provinciale dell’Anpi Pietro Perini

Ottobre 3rd, 2020

Alla presenza delle autorità civili e militari, convenute sul Colle San Marco per rendere omaggio alla memoria degli eroici Partigiani ascolani caduti con le armi in pugno nello scontro con le preponderanti forza nazifasciste, il nostro Pietro Perini, Presidente provinciale dell’Anpi, ha ricordato, con belle e semplici parole, il supremo sacrificio dei giovani eroi, a cui chiedere scusa per il triste epilogo politico della nostra regione.
Riproduciamo il testo del suo intervento.

Buongiorno, a nome dell’ANPI Provinciale porgo il benvenuto a tutti i presenti, alle autorità civili, militari, religiose e a tutte le associazioni combattentistiche.
Un saluto al nostro Sindaco cui vanno gli auguri dell’ANPI Provinciale per una pronta guarigione.
Oggi non siamo tutti, tra di noi, per la prima volta, non c’è più il faccione sorridente del nostro caro Luigino Nespeca. Ci manca oggi come ci mancherà per sempre.149BF29A-AD0D-4D5B-A3FB-8729428B00FC
Sono felice di scorgere i volti delle persone che desideravo vedere, non saluto nessuno in particolare, volutamente. Perché non voglio identificare la vostra presenza come rappresentanza di una forza politica bensì come dovrebbe recitare il primo punto dell’ordine del giorno di questo 3 ottobre: per prima cosa siamo tutti antifascisti.
Nei giorni scorsi mi sono chiesto spesso: ma che andiamo a fare a San Marco? E’ il 3 Ottobre! E allora? Quante volte siamo saliti quassù! Il 3 Ottobre, il 25 Aprile! Io ho sempre pensato che venire fin qui, in queste date, significasse immergersi, almeno per qualche istante, in un momento di riflessione, per capire che cosa animò questi nostri Partigiani, che cosa li spinse a lottare fino all’estremo sacrificio, quanto costò renderci Liberi, quanto costò fare dell’Italia una nazione Democratica, quale fu l’inchiostro usato per scrivere la nostra Costituzione!
Invece mi accorgo che ogni volta, siamo venuti fin qui con lo stesso spirito con cui andiamo al Cimitero a trovare i nostri cari: bisogna farlo, è una consuetudine, non sta bene, anche per gli altri: che brutta cosa quella tomba senza un fiore. Ma anche in quelle occasioni, davanti a quelle tombe, quel famoso momento di riflessione non scatta: nella nostra mente non riaffiorano gli insegnamenti ricevuti da chi non c’è più, non cerchiamo di fare un mini esame di coscienza per capire se i nostri comportamenti ricalcano quegli insegnamenti. Un bacio tirato con la mano e … ci vediamo la prossima volta!
Io comunque oggi, un motivo per venire quassù l’ho trovato: io sono venuto a chiedere scusa!
Caro Babbo, caro William, caro Narciso, caro Serafino, caro Alessandro, caro Adriano, cari tutti voi Partigiani di Colle San Marco e di tutte le Marche, io vi chiedo scusa.84A41B6D-FE5E-4A95-AF3C-93A21B2D0667
Vi chiedo scusa perché vi abbiamo assassinato una seconda volta, vi chiedo scusa perché stiamo uccidendo la nostra Democrazia, vi chiedo scusa perché stiamo uccidendo la nostra Libertà, vi chiedo scusa per non aver seguito i vostri insegnamenti, vi chiedo scusa per non aver fatto come faceste voi che capiste subito che solo l’unità poteva sconfiggere un nemico molto più forte ma vi chiedo scusa soprattutto per aver fatto in modo che un fascista abbia messo le mani sulla vostra terra.
La cosa che mi lascia più allibito è che ora, dopo la catastrofe, sento parlare di analisi del voto, che bisogna capire dove abbiamo sbagliato, che cosa abbiamo sbagliato, di chi è la colpa. Ma le risposte a queste domande si danno in trenta secondi! Inutile nascondersi dietro il famoso dito! Cosa abbiamo sbagliato? Tutto. Dove abbiamo sbagliato? Ovunque. Chi ha sbagliato? Tutti. Continuiamo a leccarci delle ferite che non ci siamo fatte 15 giorni fa. Esse sono vecchie di anni e non siamo mai stati capaci di guarirle.
Vorrei proprio vedere, se per un attimo comparissero i vari Cinelli, Cellini, Panichi, Galiè, Scalabroni, mio padre Spartaco, chi di noi avrebbe il coraggio di guardarli negli occhi!

Vedete, noi abbiamo fatto l’errore di pensare alla gente semplicemente come una moltitudine di persone, abbiamo parlato al loro cervello e con promesse e belle parole abbiamo pensato di poter manipolare le loro menti ma ci siamo dimenticati che la gente ha anche un cuore e che è proprio il cuore che genera sentimenti e permette di farti capire se un’altra persona ti vuole bene e se di questa persona ti puoi fidare. Noi non abbiamo saputo parlare a questi cuori.
E pensare che prima di iniziare ad occuparci solo dei nostri interessi, eravamo bravissimi nel parlare ai cuori delle persone. Ci stavano a cuore i loro problemi e ci sapevamo battere per i loro diritti, di quelli dei lavoratori e anche di quelli che un lavoro non l’avevano, stavamo in mezzo a loro, li incontravamo per strada e parlavamo con tutti. Per strada vendevamo anche i nostri giornali: uno di questi si chiamava l’Unità, guarda caso! Non pensate sia ora di riprendersi quelle strade, di tornare ad ascoltare e a parlare con quella gente!?77C6E277-25C7-4279-93F6-67627E027923
Che fare allora? Penso che la cosa migliore da fare sia tirare una bella linea, tirare quella famosa somma che implacabilmente porterà zero e ricominciare, nel vero senso della parola, da questo zero.
Tutto ciò che la gente vuole sentirsi dire, che potrà finalmente aprire il suo cuore, che la spingerà di nuovo a fidarsi, è già tutto scritto. Vogliamo fare in modo di realizzarlo una buona volta? Si chiama Costituzione.
Andiamoci a leggere la nostra Costituzione ed immaginiamo una Nazione che rispetti quello che vi è scritto: sarebbe il Paese più bello e felice del Mondo. Certo, non è un compito facile ma è un’arma potente con la quale possiamo ricominciare. Finora, al contrario, abbiamo pensato addirittura che fosse di intralcio alle nostre manovre, al nostro modo di fare politica e la via d’uscita è stata: cambiamola! Già cambiarla piuttosto che attuarla! A metterla in pratica non ci abbiamo mai provato, nessuno ci ha mai provato, è ora di farlo! La prova è sotto gli occhi di tutti: se avessimo applicato la nostra Costituzione un fascista che partecipa alla rievocazione della Marcia su Roma, non si sarebbe potuto nemmeno candidare.6A9BDC60-540C-4EB1-B5A0-FDA104593780
Per farlo ci vogliono passione, onestà, rettitudine e un pensiero costante ai nostri figli e alle generazioni future verso le quali siamo obbligati a fare in modo di consegnare intatti gli stessi doni che ci fecero i nostri Partigiani. Ma per farlo dobbiamo anche sempre tenere a mente il nostro passato, le nostre radici che affondano nella Resistenza, generatrice proprio della nostra Costituzione, perché vedete l’inchiostro usato per scriverla è stato il sangue della nostra gente, delle nostre Partigiane, dei nostri Partigiani e dei nostri militari. E allora ricominciamo. Ricominciamo da zero, ricominciamo da oggi, perché Colle San Marco è il miglior posto per ricominciare.