Questa mattina, a Favalanciata, una delegazione dell’ANPI di Acquasanta Terme, insieme ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Arquata del Tronto e Acquasanta, hanno reso omaggio al cippo che ricorda il sacrificio di Giuseppe Donghi e Fedele Di Cola, trucidati dai tedeschi in ritirata il 15 giugno 1944. 
Il 15 giugno 1944 Giuseppe Donghi era intento al suo lavoro di guardia canale mentre altri civili erano occupati a recuperare della merce rovesciatasi da un furgoncino sulla via Salaria. Passò un sidecar con due tedeschi e, forse pensando si trattasse di partigiani – ma in effetti non lo erano – fermò con le armi spianate quattro di quelle persone tra cui il Donghi e il Di Cola. Dopo aver percorso sulla Salaria diverse
centinaia di metri, senza motivo, scaricarono su di loro raffiche di mitra. Due degli sfortunati si salvarono buttandosi a capofitto verso il fiume, Donghi – che era alto e grosso – fu colpito al petto e morì immediatamente. Di Cola invece ferito gravemente, forse alle gambe e all’addome fu sentito gridare di dolore per diverso tempo. Ma nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi, finché non morì anche lui. Questa era la logica dei nazisti in ritirata scomposta verso la Germania: uccidere anche senza alcun motivo.
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L’Anpi ricorda Giuseppe Donghi e Felice Di Cola, trucidati dai tedeschi a Favalanciata il 15 giugno 1944
Giugno 15th, 2022Il 14 giugno ad Offida, in contrada Lava, per ricordare Cesare, Antonio e Luciano Gabrielli
Giugno 14th, 2022Questa mattina, una delegazione dell’ANPI provinciale di Ascoli Piceno e della locale sezione di Offida hanno ricordato, insieme alla rappresentanza del Comune, presente con il proprio labaro, i Partigiani della banda Stipa, caduti per mano dei nazisti il 14 giugno 1944, appena due giorni prima della liberazione del territorio da parte dei Partigiani e delle forze armate alleate. 
Cesare e Antonio Gabrielli, figli di Nazzareno e Maria Marchetti e Luciano Gabrielli, figlio di Cesare erano sfollati dalla contrada Ragnola alla contrada Lava, dove un loro parente aveva messo a disposizione una modesta casa colonica. Nella zona era situato, presso l’abitazione di Offida dell’ing. Stipa, un ricovero per i soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia all’indomani dell’8 settembre. La casa faceva parte dei vari ricoveri sparsi lungo la regione per assistere i fuggitivi e consentire loro di passare le linee nemiche e raggiungere il Sud liberato. Era la famosa “Rat-line”, comandata dal maggiore scozzese Mc Kee. 
Il 14 giugno 1944, durante la ritirata, truppe tedesche provenienti da Castel di Lama si fermarono a Offida, cercando rifugio nelle case di campagna, pretendendo vitto, alloggio e generi alimentari da portare con sé. Alcuni soldati entrarono anche nella casa dove si trovavano i Gabrielli, proprio mentre Luciano stava cercando di nascondere due bombe a mano che avrebbe dovuto consegnare ai partigiani. A quel punto, tra le grida e le preghiere delle donne, i tre Gabrielli furono prelevati e, insieme ad altri due contadini, fatti incamminare verso Castel di Lama, sotto la sorveglianza di tre SS a cavallo e con le armi spianate. Fermatisi presso una casa colonica per ristorarsi, mentre i tedeschi si rifocillavano, i due contadini riuscirono a fuggire. Presso quella stessa casa i tre giovani Gabrielli, alle prime luci della sera, furono invece uccisi con raffiche di mitra.
Ora e sempre Resistenza!
Il 12 giugno a Ponte Rotto di San Benedetto del Tronto
Giugno 12th, 2022Oggi, 12 giugno, in località Ponte Rotto di San Benedetto del Tronto, l’Anpi ha partecipato alla cerimonia in ricordo dei Caduti del 12 giugno 1944, con la deposizione di una corona d’alloro presso il cippo che ricorda il sacrificio di Neutro e Salvatore Spinozzi e del Brig. dei Carabinieri Elio Fileni, fucilati dai nazisti.
Presenti il Sindaco di San Benedetto del Tronto, Antonio Spazzafumo, Associazioni d’Arma e il Presidente della locale Sezione ANPI e vicepresidente provinciale, Antonio Bruni.

Il 6 giugno ricordiamo Francesco Ciotti, Fausto Simonetti, Eliczer Jacob e Ottavio Baccari
Giugno 6th, 2022Questa mattina, una delegazione dell’ANPI ha deposto una corona d’alloro al cippo sulla strada per Venagrande, in memoria del Partigiano Francesco Ciotti, trucidato dai fascisti il 7 giugno 1944.
Successivamente, sulla strada della Bonifica, presso lo stabilimento ex Novico, l’Anpi ha ricordato i Partigiani Fausto Simonetti, Eliczer Jacob e Ottavio Baccari, presso il cippo che ricorda il loro sacrificio di quei giorni di giugno del 1944. 
Arruolatosi nel 1939 in Aeronautica come aiutante sanitario, durante la guerra Fausto Simonetti fu mobilitato sul Fronte occidentale e in Libia. Rientrato in Italia nel febbraio del 1943, al momento dell’armistizio si trovava con il suo reparto in provincia di Foggia. Decise di tornare ad Ascoli ed entrò nella Resistenza, aggregandosi ad una formazione composta in gran parte da militari sbandati, che operava a ridosso della città e che il 3 ottobre affrontò, a Colle San Marco, soverchianti truppe tedesche.
Nello scontro caddero venticinque partigiani, quattro furono feriti e sessanta furono fatti prigionieri. Simonetti, riuscito a sottrarsi alla cattura, continuò ad essere tra gli organizzatori della Resistenza locale, curando il collegamento del Comando dell’VIII Armata alleata con le basi delle Marche e dell’Abruzzo. Nel giugno del 1944 il giovane aviere, come è ricordato nella motivazione della Medaglia d’oro, “… attivamente ricercato dai nazifascisti cadeva, per delazione, in un’imboscata. Catturato e sottoposto a minacce e torture, nulla rivelava circa i dislocamenti e l’organizzazione delle forze partigiane della zona. Esasperati dal contegno fiero e sprezzante, i suoi aguzzini lo fucilarono finendolo, mentre agonizzava, a colpi di calcio di fucile. Fulgido esempio di tenacia, sprezzo della vita e di assoluta dedizione agli ideali di Patria e di libertà”.

