Se vince il SI

Marzo 19th, 2026 Leave a reply »

Se al referendum vince il SI, il programma della maggioranza prevede di istituire subito il Premierato, cioè l’elezione popolare diretta del capo del Governo.
Il Premierato toglierà al Presidente della Repubblica, insieme con altri, i poteri costituzionali di designare il Premier e di sciogliere le Camere in caso di grave crisi politica.
Abolito o grandemente ridotto con questo referendum il controllo della magistratura sugli illeciti della politica e rimosso col Premierato il Presidente della Repubblica dal ruolo di garante della Costituzione, saremo indifesi di fronte allo strapotere dell’Esecutivo.
Rischieremo concretamente di perdere, perché sono minacciati già ora, il diritto di manifestare pacificamente nelle strade, quello di scioperare specie nel pubblico e nei trasporti, il diritto delle donne di scegliere se diventare madri.
In compenso avremo un Governo sempre più stabile, sull’esempio di quello che un secolo fa durò più di vent’anni, finendo solo nella catastrofe della sua guerra.
I partiti promotori della riforma della Giustizia giurano di non voler tornare a quell’esperienza, ma come credergli se sgombrano Askatasuna a Torino ma non Casa Pound a Roma, se consentono il saluto fascista di militanti inquadrati, se i loro massimi rappresentanti esibiscono nostalgie mussoliniane e rifiutano di dirsi antifascisti?
E come si può ritenere responsabile l’intera Magistratura dell’errore pesantissimo ma involontario dei giudici di primo grado che contribuì a uccidere Enzo Tortora, se a insistervi è la stessa parte politica che per scagionare Silvio Berlusconi ha votato l’assurda parentela tra Karina El Mahroug detta Ruby e il presidente egiziano Mubarak?
Chi può davvero supporre che la riforma Nordio serva a rafforzare la giustizia e non a spaccare in due la Magistratura per assoggettarla al potere politico, se i suoi promotori mantengono al Governo una ministra indagata per truffa e bancarotta e rinviata a giudizio per falso in bilancio, se un’altissima figura del Ministero invita a votare SI per togliere di mezzo la stessa Magistratura e se la Presidente del Consiglio accusa il NO di voler liberare migranti spacciatori e stupratori, pedofili e antagonisti sfascia-stazioni?
Come condividere l’ accusa di persecuzione rivolta alle toghe da un Ministro indagato tre volte per sequestro di migranti ma in un caso prosciolto, in un altro assolto e in un terzo, concluso poi in Cassazione col riconoscimento dell’illecito, salvato dal rifiuto del Parlamento ad autorizzarne il processo?
No, non è giusto umiliare per fini di parte una Magistratura che ha pagato un altissimo prezzo di sangue per tenere testa al terrorismo rosso e nero e alla violenza della mafia.
Non si può condividere l’assalto a una Costituzione che malgrado tutto ha permesso all’Italia ottant’anni di pace, democrazia e sviluppo.
Non è accettabile il rovesciamento del principio, posto a fondamento dello Stato di diritto, che “La legge è uguale per tutti”.
Non è ragionevole rischiare la libertà per una riforma che non rende la giustizia più rapida, efficiente e imparziale di quanto è oggi.
NO.

(Riflessioni di un nostro iscritto, avvocato)

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