Tofe di Montemonaco: l’intervento della vice presidente provinciale Anpi di Ascoli Piceno, Stefania Cespi, alla celebrazione del 18 marzo

21 marzo 2019 Nessun commento »

Noi siamo oggi qui a Montemonaco, ci siamo liberati dai nostri impegni per loro.

Per quei giovani delle nostre montagne che il 18 marzo del 1944 morirono combattendo sulle rocce di Tofe, fucilati sul ciglio della strada e davanti al Municipio .image

A questo proposito, ricordo un racconto di un anziano di Comunanza: “I Partigiani di stanza a S. Giorgio , in partenza per Tofe per unirsi con gli altri, ci chiesero di andare con loro, ma noi tornammo indietro, ci sentimmo codardi, ma così fu. Uscimmo dal rifugio e passando davanti ad uno di loro io dissi: “nu non ve sime mai viste “, “questo è già qualcosa” rispose il Partigiano.image

Oggi siamo qui per loro, per quelli che partirono , e non per quelli che tornarono a casa.

Oggi, di giovani che tornano a casa ce ne sono molti, troppi. Catturati dal nulla e dalle sirene della destra. E per questo dobbiamo essere più che mai forti e decisi. La Democrazia non è data per scontata.

Oggi qui, i giovani non ci sono . Non ci sono le scolaresche che tutti gli anni si univano a noi. Secondo i docenti “avevano da fare tante altre cose” . Voglio sperare che il tempo che risparmieranno non partecipando a questa commemorazione, gli stessi docenti lo utilizzino per insegnare ai ragazzi che per meglio vivere il presente si deve necessariamente apprendere il passato.

Allora, noi qui, con la nostra convinta presenza, dobbiamo continuare a costruire un argine alla palude xenofoba e razzista e allo stesso tempo, demolire i muri dell’indifferenza.image

A questo proposito vorrei citare il Presidente Onorario dell’ANPI Carlo Smuraglia:

“Nostro compito è respingere l’indifferenza, la rassegnazione, la “distrazione”, in nome di quei giovani che a partire dal 1943 ebbero il grande coraggio di riprendere in mano il loro destino e il loro futuro”.

E conclude: E’ SEMPRE TEMPO DI RESISTENZA!

Rigurgiti di fascismo

14 marzo 2019 Nessun commento »

Oggi la IIª sez. della Corte d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna emessa dal giudice di Tivoli nei confronti di Ercole Viri sindaco di Affile, Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, assessori dello stesso Comune, per apologia del fascismo in relazione alla costruzione del mausoleo celebrativo di Rodolfo Graziani. Sono state anche confermate le statuizioni civili tra le quali la condanna al risarcimento di 8.000€ in favore dell’ANPI Nazionale.

salvini

Carla Nespolo, Presidente nazionale ANPI: “Sono felice per questa notizia. Il fascismo è un crimine contro l’umanità e l’Italia, la sua Costituzione, le sue Istituzioni democratiche lo rifiutano con forza”.

“Dopo aver fatto infuriare i governi di Slovenia e Croazia, l’on. Tajani torna a far parlare il suo cuore fascista, del tutto dimentico del suo ruolo europeo. Il fascismo ha fatto cose buone? Lo vada a dire in Etiopia dove intere popolazioni ( bambini, donne, uomini ), del tutto innocenti, sono state sterminate dall’uso, voluto da Mussolini, dei gas. L’aggressione all’Albania, alla Grecia e alla Jugoslavia? L’onorevole Tajani, lo ignora. Derubricare poi il delitto Matteotti come un semplice incidente di percorso in un cammino tutto sommato pacifico, è quanto di più disgustoso si potesse sentire. Gli argomenti dell’ on. Tajani sono triti, superficiali e tipici di chi vuole giustificare un regime, il fascismo, che ha precipitato il nostro Paese nella seconda guerra mondiale, causa di milioni di morti. Soprattutto operai e contadini. Che ha non solo aderito, ma condiviso le leggi razziali, che ha infangato l’onore del nostro Paese nel mondo. C’è voluta la Resistenza, assieme all’intervento alleato, per sconfiggere il mostro del nazismo e del suo complice fascista. L’espressione: “non sono fascista ma”… è tipica dei fascisti in doppio petto. Come l’on. Tajani a cui non si sa, se manca di più la conoscenza della storia o il rispetto per il proprio ruolo di dirigente di un continente, l’Europa, che ha recentemente e definitivamente ribadito le proprie radici antifasciste”.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Alzare la guardia contro il neofascismo. Ad Ascoli un incontro con Paolo Berizzi ed il suo Nazi Italia.

11 marzo 2019 Nessun commento »

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Franca Maria Matricardi, la storia straordinaria di un’ingegnera partigiana

6 marzo 2019 Nessun commento »

Intiltolazione dello spazio urbano a Franca Maria Matricardi.

Dopo quella fatta alle Partigiane Picene nel 2014, la toponomastica cittadina si arricchisce di un altro importante elemento di testimonianza femminile della storia più grande della nostra città.(
Venerdì 8 marzo verrà intitolato a Franca Maria Matricardi lo spazio antistante il Polo Culturale S. Agostino. A partire dalle ore 17.30 si svolgerà la cerimonia di scoprimento della targa e un seminario di presentazione della illustre concittadina a cui prenderanno parte i familiari e la studiosa che ha ricostruito la biografia. La cittadinanza è invitata. Saranno graditi i ricordi di chi l’ha conosciuta. image
Franca Maria Matricardi nata e morta in Ascoli Piceno (1914-1996), ebbe un ruolo molto rilevante nella industria editoriale milanese dagli anni 40 alle soglie del nuovo millennio.
Straordinarie le doti dell’ingegnera ascolana ( donna assolutamente fuori dagli stereotipi del suo tempo per scelte intellettuali, ideali e professionali), che seppe dare la sua impronta di manager innovativa in case editrici quali la Domus di Gianni Mazzocchi e la Rizzoli.
Dimenticata o sconosciuta alla sua città, con la preziosa disponibilità dei familiari che hanno permesso la consultazione dell’archivio privato, è stato possibile ricostruirne il profilo poliedrico e ora finalmente, con l’intitolazione di un prestigioso spazio urbano, sarà consegnata per sempre ai posteri.
Grazie alla collaborazione di diverse associazioni (ANPI e ISML di Ascoli Piceno, ASC Senigallia, Fidapa Ascoli Piceno, CPO Regionale e Provinciale) e alla sensibilità dell’ Amministrazione Comunale ascolana, l’evento è finalmente reso possibile.image

Lutto per la famiglia del Partigiano Fausto Simonetti, eroe della Resistenza ascolana

4 marzo 2019 Nessun commento »

È’ venuta a mancare la moglie del Partigiano Fausto Simonetti. Alla figlia Simonetta l’abbraccio dell’ANPI di Ascoli Piceno, nel ricordo del sacrificio di quel 6 giugno del 1944.
Fausto,nAto ad Ascoli Piceno nel 1921, trucidato presso Ascoli il 6 giugno 1944, aviere, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Arruolatosi nel 1939 in Aeronautica come aiutante sanitario, durante la guerra Simonetti fu mobilitato sul Fronte occidentale e in Libia. Rientrato in Italia nel febbraio del 1943, al momento dell’armistizio si trovava con il suo reparto in provincia di Foggia. Decise di tornare ad Ascoli ed entrò nella Resistenza, aggregandosi ad una formazione composta in gran parte da militari sbandati, che operava a ridosso della città e che il 3 ottobre affrontò, a Colle San Marco, soverchianti truppe tedesche. image

Nello scontro caddero venticinque partigiani, quattro furono feriti e sessanta furono fatti prigionieri. Simonetti, riuscito a sottrarsi alla cattura, continuò ad essere tra gli organizzatori della Resistenza locale, curando il collegamento del Comando dell’VIII Armata alleata con le basi delle Marche e dell’Abruzzo. Nel giugno del 1944 il giovane aviere, come è ricordato nella motivazione della Medaglia d’oro, “… attivamente ricercato dai nazifascisti cadeva, per delazione, in un’imboscata.

Catturato e sottoposto a minacce e torture, nulla rivelava circa i dislocamenti e l’organizzazione delle forze partigiane della zona. Esasperati dal contegno fiero e sprezzante, i suoi aguzzini lo fucilarono finendolo, mentre agonizzava, a colpi di calcio di fucile. Fulgido esempio di tenacia, sprezzo della vita e di assoluta dedizione agli ideali di Patria e di libertà”. A Fausto Simonetti sono state intitolate una strada di Porto San Giorgio e una piazza di Ascoli Piceno.