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Una festa antifascista sui sentieri partigiani

2 luglio 2018

Nel ricordo dei tre giovani Partigiani, Narciso Galiè, Serafino Cellini e Alessandro Panichi, caduti alle Vene Rosse, e di William Scalabroni, deceduto nel febbraio scorso per un fatale incidente, si è svolta anche quest’anno la Festa della Caciara “3 Ottobre 1943”, giunta alla sua quarta edizione.

Il ritratto di William, opera di Pio Serafini

Il ritratto di William, opera di Pio Serafini


Una splendida giornata estiva ha accolto gli oltre 150 intervenuti che hanno partecipato, commossi, alla cerimonia in ricordo dei tre giovani eroi ascolani con lo scoprimento delle tre nuove croci, nel punto esatto in cui avvenne il loro sacrificio. Un breve discorso di ringraziamento è stato rivolto da Marco Morganti a coloro che hanno reso possibile la realizzazione del nuovo impianto (completato anche da una bacheca che ricorda l’eccidio), mentre il discorso commemorativo è stato tenuto, a nome dell’ANPI provinciale, dal Presidente Pietro Perini.
Pietro Perini

Pietro Perini

Il ricordo di William è stato invece affidato allo scritto del suo “vecchio” amico Luigi Romanucci.
La giornata è proseguita con la Festa presso la caciara; al pranzo, offerto dagli organizzatori, ha fatto seguito la sottoscrizione a premi. I possessori dei tagliandi vincenti si sono aggiudicati le opere gentilmente donate dagli artisti Dante Fazzini, Pio Serafini, Stefano Tamburrini, Marcello Lucadei, Jurgen Von Stieglitz, Marisa Kozenieki e Giuseppe Straccia.
Un doveroso ringraziamento, oltre che agli intervenuti, va rivolto all’instancabile Lino De Angelis, alla Famiglia Mariani, alla Famiglia Scalabroni e a tutte le donne e gli uomini dell’ANPI che si sono spesi per la riuscita della manifestazione.

L’appuntamento, manco a dirlo, è per la quinta edizione della Festa, a luglio 2019, perché è grazie a questi eventi che insieme al ricordo di chi ha sacrificato la vita per combattere i nazi-fascisti si tramanda l’amore per la Democrazia e si comprende quanto grande è stato il prezzo pagato per riconquistare la Libertà.
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Domenica 1 luglio alla caciara “3 ottobre 1943” per ricordare William Scalabroni ed i ragazzi del ’43, Narciso Galiè, Serafino Cellini e Alessandro Panichi

19 giugno 2018

Cosa accadde nella triste giornata del 3 ottobre 1943.
Un gruppo di giovani partigiani si trovava ai piedi del Monte Giammatura, nei pressi della Caciara, ora ricostruita. Sul monte era calato fortunatamente uno spesso nebbione che rendeva quasi nulla la visibilità. Arrivò nei pressi della caciara un gruppo di soldati inglesi, 10 o 12, fuggiti dal campo di internamento Comunanza.image

Avvertirono i giovani ascolani che stava arrivando una nutrita pattuglia di nazi fascisti. Chiesero venisse loro indicata la direzione verso sud per sfuggire all’accerchiamento dei nazi fascisti. E in quella direzione si avviarono prontamente appena fu loro indicata, invitando i giovani ad allontanarsi immediatamente per evitare di essere sopraffatti.

Cosa che i giovani fortunatamente fecero. Il nebbione consentì loro di sfuggire all’accerchiamento dei nazi fascisti che stavano giungendo anche da sud dal crinale della montagna. L’altra pattuglia dei nazi fascisti proveniva invece da nord, probabilmente da Folignano. Questa pattuglia incontrò la resistenza di tre partigiani appostati su un piccolo rilievo della località “vene rosse” in un bosco lussureggiante. I tre giovani per bloccare l’avanzata del nazi fascisti si sacrificarono e soccombettero di fronte alla preponderante potenza di fuoco della pattuglia dei tedeschi. Il loro sacrificio salvò dall’accerchiamento gli altri giovani che si trovavano nei pressi della caciara e consentì loro di allontanarsi prima che fosse troppo tardi. Ora tre piccole croci di ferro ricordano il sacrificio dei tre giovani eroi: Narciso Galiè, Serafino Cellini e Alessandro Panichi.image
Nel frattempo l’altra pattuglia, giunta presso la caciara, la imbottì di tritolo e la distrusse. La locale sede Ampi ha ricostruito la caciara a eterna memoria di un vicenda storica che non va assolutamente dimenticata. Così come va custodita la memoria e l’integrità del sentiero che dalla caciara conduce alle vene rosse, luogo del martirio dove tre piccole modeste croci ricordano il martirio degli eroi.
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